Figli di virtù e vendetta

Figli di virtù e vendetta è il secondo volume della serie fantasy "L'eredità di Orïsha" di Tomi Adeyemi
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Autore/i: Tomi Adeyemi
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Figli di virtù e vendetta è il secondo volume della serie fantasy L’eredità di Orïsha di Tomi Adeyemi, portato in Italia da Rizzoli. Abbiamo recensito il primo volume qui: se non lo avete ancora letto, attenzione, perché in questa recensione potrebbero esserci alcune anticipazioni sulla trama.

Un fantasy dall’ambientazione nuova e affascinante

Uno dei grandi pregi della serie L’eredità di Orïsha è quello di portare le magiche atmosfere e le avventure tipiche del genere fantasy in una cultura antichissima e contraddistinta da una mitologia ricchissima – che quindi si presta molto al racconto – e cioè la cultura africana.

Questa ambientazione dà la possibilità all’autrice di parlare di alcuni temi caldissimi nella cultura africana: la persecuzione, il riscatto, la lotta per la propria dignità di esseri umani. Tutti temi fondamentali in questa storia, che, pur essendo fantastica, richiama vicende tristemente conosciute che hanno contraddistinto (e contraddistinguono ancora) la storia dell’Umanità: lo schiavismo e il razzismo fra le tante.

Di che cosa parla la storia?

La serie è ambientata in un mondo in cui un tempo esisteva la magia, proprietà di un popolo allora molto potente, i maji. Sterminati da un tiranno, oggi i Maji vivono come schiavi, senza poteri né dignità, alla mercé dei potenti.

Fra i Maji c’è la protagonista della nostra storia, Zélie, una delle voci narranti. La sua avventura inizia nel momento in cui, costretta dal precipitare degli eventi a lasciare la propria casa assieme al fratello, si ritrova inseguita dal figlio del malvagio re, Inan, desideroso di stupire il padre e di liberarsi della maledizione che si porta dietro da sempre, quella di essere un Maji, un potere che odia, dal momento che è stato cresciuto con queste idee dalla sua famiglia.

Zelie sarà accompagnata in questo viaggio, per un caso fortuito, dalla sorella di Inan, la principessa Amari, che invece è completamente diversa dal resto della sua famiglia.

Il secondo volume: guerre e magia

Nel secondo volume, ritroviamo Zélie e Amari che sono finalmente riuscite a riportare la magia nella terra di Orïsha. Il rituale utilizzato, però, non solo riporta la magia nel regno, ma fa sì che i nobili discendenti dei Maji riottengano i poteri.

Non resta che unire le forze contro il potentissimo nemico, soprattutto ora che monarchia ed esercito sono uniti per governare sul regno. L’unica speranza per Amari di arrivare al trono e iniziare un’era di pace è nei poteri e nel coraggio di Zélie.

Il secondo volume, in generale, è un po’ deludente rispetto alle aspettative. Il primo non mi aveva particolarmente colpito, ma le premesse c’erano tutte e l’ambientazione era davvero bella, così come la costruzione dei personaggi, almeno potenzialmente. In questo secondo volume, però, nel quale ci si aspettava molta azione, il progredire dei personaggi e qualche bel colpo di scena, non c’è nulla di tutto ciò e il ritmo finisce per essere perfino troppo lento in alcuni punti.

È il volume intermedio, ragion per cui è possibile che sia un momento di passaggio nella storia che esploderà nel prossimo. Resta, comunque, la grande bravura dell’autrice nell’aver mescolato il fantasy con la cultura dei suoi antenati.

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