Questa è la storia di un libro che mi ha fatto cambiare idea, più volte.
La prima volta che ho visto, online, un’illustrazione tratta da Ascolta, sono rimasta colpita dalle linee morbide, dai colori delicati e, soprattutto, dalla strabordante tenerezza dei due protagonisti della storia (un bambino, il piccolo Timmy, e un coniglietto).
Quando, con il volume tra le mani, ho cominciato a sfogliarlo, ho avuto un piccolo moto di fastidio per una narrazione che inizialmente mi è sembrata eccessivamente didascalica: in seguito a una grande delusione del bambino per il crollo di uno splendido castello di mattoncini, arrivano a consolarlo alcuni animali, e il loro atteggiamento è legato alle caratteristiche comunemente associate a ciascuno di questi (lo struzzo nasconde la testa/invita a fare finta di nulla, l’elefante – con la sua memoria da elefante – propone di ricostruire quanto distrutto, la iena ride dell’accaduto…).
Poi è entrato in scena il coniglietto e lì, lo ammetto, qualcosa si è sciolto e ho provato un sincero moto di commozione per come l’autrice è riuscita a trasmettere il cuore di ciò che è l’empatia.
Esserci e ascoltare
Il coniglietto apparentemente non fa nulla, eppure il suo nulla è già tutto.
Il suo esserci, in silenzio, risponde a ciò di cui ha veramente bisogno Timmy: tempo e ascolto.
E così, anche il suo avvicinarsi è lento e rispettoso, quasi si sente il calore del suo corpicino quando pian piano arriva ad accostarsi a quello del bambino. Sarà Timmy, quindi, quando sarà pronto, a parlare, ricordare, ridere, arrabbiarsi… Ciò che fa il coniglietto è semplicemente stare vicino e accogliere, al momento giusto, le richieste e necessità del suo amico.
Autrice e illustratrice di Ascolta, edito in Italia da Il Castoro, è l’americana Cori Doerfeld, che ha raccontato come l’albo sia nato quando due sue cari amici hanno perso un figlio: nessuno, tra amici e parenti, sapeva che cosa fare o dire e tutti si sentivano impotenti. In effetti, stare nel dolore di un amico (ma a volte anche nella gioia) può essere veramente difficile, fino a quando non si sposta l’obiettivo da se stessi concentrandosi veramente sull’altro e su ciò di cui può avere bisogno, anche stando solo in silenzio.
Ascolta è ormai tra le mie letture più frequenti con Michele (che tra non molto avrà due anni): mi ha colpito da subito l’attenzione con cui segue questa storia. Non si distrae, ne resta rapito e spesso la leggiamo prima della nanna, perché per cadenza e per dolcezza è una lettura che si fa bene accoccolati l’uno all’altro. Tra l’altro, chissà se è un caso o meno, lui, grande distruttore di torri di mattoncini, ora preferisce costruirle da sé, forse ispirato dall’opera stupefacente del suo nuovo dolce amico di carta.