Ragazze coi numeri (Editoriale Scienza)

Vichi De Marchi, Roberta Fulci, Ragazze con i numeri, illustrazioni di Giulia Sagramola, Editoriale Scienza

Ultimamente, in libreria, ammetto di aver provato un certo senso di fastidio nel vedere tutte le recenti uscite sulla scia del successo delle Storie della buonanotte per bambine ribelli. Donne, ragazze e bambine guerriere, grintose, ribelli, coraggiose, super… tutti libri con all’interno storie meritevoli di essere raccontate e a volte (fortunatamente) in edizioni anche ben riuscite sotto diversi punti di vista. Il senso di fastidio, però, anche davanti a dei bei volumi è rimasto lì per un po’, insieme alla voglia di liberarmi di qualsiasi aggettivazione, sia in positivo sia in negativo, riconquistando la libertà di essere ciò che si è, con tutte le mille sfumature che questo comporta.

È vero che, per quanto un lettore possa non pensarci, gran parte delle uscite editoriali nascono da una progettazione a tavolino e non da un magico manoscritto arrivato in busta chiusa in una redazione, ma quando il lavoro a tavolino diventa un lavoro di copia carbone, una piccola miniera da sfruttare fino a svuotarla del tutto e farle smarrire anche il suo iniziale valore, qualcosa si perde.

Si perde l’urgenza, si perde la sincerità, si rischia di restare sulla superficie delle cose, perché la miniera – quando c’è – va sfruttata anche in tempi brevi.

Davanti a questo panorama editoriale, però, un effetto del tutto diverso mi ha fatto il volume Ragazze coi numeri. Storie, passioni e sogni di 15 scienziate e non solo per la sua qualità – quella per cui possiamo trattare dei libri Editoriale Scienza anche ad occhi chiusi – ma perché riceverlo è stato come un invito a una festa, un ritorno a casa, un guardare indietro così come al futuro con consapevolezza.

Ragazze coi numeri, infatti, nasce per festeggiare la collana Donne nella scienza, una collana che da anni (ben prima di qualsiasi moda passeggera) racconta le biografie di donne che hanno dato un grande contributo alla scienza.

Una storia lunga quindici anni

Quindici. Tanti sono gli anni alle spalle di una collana che nel 2018 ha vinto (ulteriore celebrazione di un importante traguardo) il Premio Andersen come migliore collana di divulgazione:

Per un progetto capace di anticipare temi e tempi, aprendo la strada ad una riflessione profonda sui ruoli all’interno della comunità scientifica. Per lo sguardo lucido con cui vengono presentati i profili di grandi personalità di ieri e di oggi, offrendo al lettore un repertorio in divenire. Per la qualità della scrittura e delle illustrazioni, che, pur nell’eterogeneità dei singoli volumi, rendono la collana un percorso continuo e coerente.

La motivazione della giuria per questo premio racchiude in sé i principali motivi per cui chi conosceva da tempo la collana ne apprezzava storie e illustrazioni oltre a essere un invito, per chi non la conoscesse ancora, a recuperare le vecchie uscite.

Donne nella scienza è un progetto che ha saputo davvero anticipare i tempi – e per questo libero da quel senso di fastidio di cui vi parlavo all’inizio –, un progetto con alle spalle un pensiero e un’attenzione che si sono riflessi nella scelta e nel lavoro di autrici e illustratrici che si sono avvicendate in questi anni. La selezione eterogenea delle biografie da raccontare ha alternato storie più note a storie che rischiavano di restare nell’ombra; in ogni racconto l’intrecciarsi delle vicende personali e di quelle professionali permette al lettore di andare a fondo nelle storie, conoscendone la complessità.

Su YouKid vi abbiamo parlato dei volumi su Sofia Kovalevskaja, su Temple Grandin, su Sylvia Earle e su Dian Fossey, ma molti altri sono i profili raccontati in questi 15 anni.

15 ragazze coi numeri

Il volume celebrativo della collana Donne nella scienza è prima di tutto un bel cartonato che salta subito agli occhi anche grazie alla copertina e alla quarta di copertina, dove, per mano di Giulia Sagramola, vediamo già anticipati tutti i ritratti di quelle che saranno le 15 protagoniste del libro.

La scrittura di Ragazze coi numeri è stata affidata a due autrici: Vichi De Marchi, già presente nella collana con due volumi, e Roberta Fulci, redattrice e conduttrice di Radio 3 Scienza, qui al suo primo libro.

Le voci delle due autrici si intrecciano in maniera armoniosa, a distinguerle all’interno del testo sarà una scelta cromatica, presente nelle illustrazioni, nei titoli, nelle testatine e nella scheda di ogni profilo, per cui il rosso segna le pagine di Vichi De Marchi e il blu le pagine di Roberta Fulci.

Le biografie raccontate non seguono un percorso cronologico, e, rispecchiando la varietà che da sempre caratterizza Donne nella scienza, vedono alternarsi nomi noti a nomi meno noti.

Un viaggio nel tempo e nello spazio

All’inizio del volume, accanto all’introduzione, una linea del tempo riporta i nomi delle 15 scienziate nel giusto ordine cronologico, che va dal Seicento – con la naturalista tedesca Maria Sibylla Merian – al presente – con la matematica iraniana recentemente scomparsa Maryam Mirzakhani. Il periodo che copre la maggior parte dei profili è quello del Novecento, quando, grazie anche a queste scienziate, tanti passi sono stati fatti per il riconoscimento delle donne in un mondo, quale quello scientifico, spesso considerato al di fuori della loro portata (e di passi ne restano ancora tanti da fare).

Le 15 scienziate ci parlano di storie di tutto il mondo, dalla Russia di Valentina Tereshkova, la prima donna nello spazio, alla Cina del Premio Nobel Tu Youyou, la donna che ha scoperto la cura per la malaria, passando anche dall’Italia con la nostra Rita Levi Montalcini.

Ogni capitolo è introdotto da un ritratto di Giulia Sagramola che, alternando secondo le voci delle due autrici i due colori-guida rosso e blu, accompagna anche l’interno delle biografie con la sua mano inconfondibile.

Coltivare le proprie passioni

Tutte le vite narrate in Ragazze coi numeri hanno in comune una grande passione, anche se si tratta di passioni diverse (per la medicina, per la natura, per i numeri…). Alla base di queste passioni ogni storia ci parla anche di lavoro, sacrificio, coraggio, intraprendenza, fatica… perché ogni vita è fatta anche di questo, di quotidianità e ostacoli (personali e storici): realizzare la propria passione non è semplice e, se si è una donna, lo è ancora meno. Queste 15 scienziate, però, ci dimostrano che, seppur faticoso, non è impossibile.

 

 

L'autore di questo post

Classe 1982, pugliese, fiorentina d’adozione e con un debole per la Francia. Da quando ho scoperto A. A. Milne e Astrid Lindgren, mi è stato chiaro all’improvviso che cosa avrei fatto da grande e poco importa il fatto che un po’ grande lo fossi già. Da allora mi dedico alla letteratura per l’infanzia e ragazzi, tra studio, letture e i primi passi nel dietro le quinte del mondo editoriale.

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