Fuorigioco a Berlino di Christian Antonini

Fuorigioco a Berlino

Berlino, estate 1961. A Kindheimplatz si disputa un torneo di calcio di enorme importanza che coinvolge bambini di Berlino Ovest ed Est. Un torneo che darà alla squadra vincitrice il diritto di controllo dell’ambito campetto, ma che sarà protagonista anche di un fatto storico di enorme impatto.

Leo, Franz, Martin e Felix sono quattro amici per la pelle, hanno un Covo segretissimo dove riunirsi e sono i componenti della squadra Neukölln.

Ognuno ha caratteristiche forti che fanno affezionare subito ai personaggi.

Leo e la sua fantasia che gli fa vivere mille avventure solo guardando in su verso le nuvole, Martin lo studioso, Felix il mangione e Franz, il carismatico, il capitano e inventore del torneo che per una decisione dei propri genitori, dovrà abbandonare Berlino Ovest e la sua squadra.

Tutto cambia, si muove, il mondo degli adulti incrina i giochi innocenti dei bambini scombussolandoli e mentre tutto cambia, entra in scena una compagna di giochi imprevista, Hannah, che si impone per la sua bravura col pallone e nel cuore di Leo per il suo carattere deciso.

Ad accogliere tutti questi personaggi, troviamo un altro importante protagonista di questa storia, il campetto, il centro di tutto. Di lotte e speranze e sogni ad occhi aperti, popolato da pendolari e casalinghe con i passeggini, animato da bambini e occupato da bulli che tiranneggiano i più deboli.

Ma quello che nessuno sa, nessuno si aspetta, è che proprio quel campetto verrà mutilato e diviso dalla costruzione del Muro di Berlino, proprio quell’estate, proprio davanti agli occhi di Leo e i suoi amici.

“Più si allontanava la voce di Ricky Nelson e più si facevano sentire quelle delle radio. Tutte sintonizzate su bollettini e radiocronache di qualche evento. Era la voce del mondo dei grandi, quello che Leo non voleva capire, molto più complicato di una semplice partita a calcio.”

E nonostante Leo non voglia capire il mondo degli adulti che intorno a lui cambia, la barriera viene eretta affondando nel suo mondo puro e spensierato dei giochi dei bambini.

Ma il torneo di calcio, nonostante tutte le difficoltà, prosegue, in un moto eroico di speranza.

Fuorigioco a Berlino è un libro che unisce in sé non solo la voglia di rivalsa e di vincere ma anche la necessità di unire le forze andando oltre alle apparenze, alle difficoltà e alle antipatie.

Lo sport e la competizione, l’amicizia ma anche il bullismo, la cappa di una situazione ai limiti, creano una tensione serpeggiante che tiene alta l’attenzione del lettore, dall’inizio alla fine, con una serie di avventure che ricordano, ai più nostalgici e vecchi come me, i Goonies.

Nonostante io non sia un’amante del calcio e ne capisca nulla anche l’azione sul campo, descritta in maniera fluida e dinamica, trasmette a pieno l’emozione e l’adrenalina dei piccoli protagonisti.

Una menzione speciale me la riservo anche per l’illustratrice di copertina, la splendida Daniela Volpari, autrice anche del delizioso Amelia che sapeva volare, storia della piccola Amelia Earhart, che una volta diventata adulta sorvolò l’Atlantico nel 1932.

Fuorigioco a Berlino è un libro consigliato dai 7 anni in su e a tutti gli amanti di storie scritte con passione e vigore, adrenaliniche e con un tocco malinconico che dà spessore ai personaggi. Insomma, un libro consigliato a tutti i lettori e non solo a quelli appassionati di calcio… “garantito al limone”!

Il romanzo di Christian Antonini fa parte della collana Colibrì di Giunti Editore che vi abbiamo presentato con Capitombolo sulla Terra di Anna Sarfatti.

L'autore di questo post

Lettrice compulsiva | Nerd inside&outside | Regina del kitsch | Lanciatrice di unicorni | Seguo troppi telefilm |

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