C’era una volta un festival…

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ufficio_poetico_tuttestoriePerché “tutto attaccato” si scrive staccato e “staccato” si scrive tutto attaccato? Già, perché? Come faccio a non disubbidire? Tu sai come si fa a trattenere la voglia di disubbidire? Questa è una domanda difficile, perfino molti adulti non hanno ancora imparato a trattenere la voglia di trasgredire le regole.

A spigolare tra le domande che i bambini hanno posto nel corso delle dieci edizioni del Festival di letteratura per ragazzi Tuttestorie di Cagliari, dal primo nel 2006, all’ultimo che si è concluso qualche settimana fa, ci sono fantasticherie, desideri, curiosità, e molta saggezza bambina. La parte più genuina di una festa dedicata al libro e alle sue storie che in dieci anni ha creato un pubblico di lettori attenti e molto decisi in fatto di gusti letterari.

Il cantastorie Bruno Tognolini le ha raccolte in un’antologia Ufficio Poetico Tuttestorie, di “rime, storie, testi teatrali, spunti, raccolte di pensieri dei bambini”, una “mappa per esplorare dieci reami del mondo”, quanti sono i temi, dalla disubbidienza ai segreti, dalla casa all’incomprensibile, esplorati dal festival ideato da tre libraie di Cagliari, Claudia Urgu, Cristina e Manuela Fiori.

Pubblicato da Gallucci, con i disegni di Ignazio Fulghesu, l’autore dei manifesti pubblicitari che hanno accompagnato i dieci anni di vita di Tuttestorie, il volume narra come via via è lievitata la manifestazione, che si tiene nelle prime settimane di ottobre nel centro culturale ExMà, raccogliendo ogni anno migliaia di visitatori.

L’ufficio poetico di Tognolini – il quale con le libraie prepara la pasta madre del festival, cura testi e comunicati in prosa e in versi, inventa e scrive piccoli eventi teatrali di informazione e riflessione sul tema della rassegna, anche questi inseriti nel libro – è luogo fisico e virtuale in cui si raccolgono le storie dei bambini sul tema. Con Andrea Serra, Francesca Amat, Roberta Fara e Barbara Careddu, lo scrittore sardo le seleziona, le stampa e ne inghirlanda il festival. Come scrive Tognolini, “l’ufficio poetico è un cuore pulsante che risucchia da posti lontani il sangue di storie e pensieri dei lettori bambini sul tema dell’anno, lo purifica e lo rende scintillante, e lo rilancia a irrorare il festival in forme vivaci”.

 

 

 

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