Un buon inizio

L’anno inizia, ricomincia la scuola e in qualche modo è già il momento di iniziare a concentrarsi per la fine dell’anno. Maggio o giugno, a seconda di quando sarà l’ultima verifica.

Sono dell’idea che ogni inizio d’anno sia un nuovo inizio, cioè che ad ogni gennaio si azzerino tutti i pesi che ci portiamo dietro dall’anno prima. Quindi è più facile darci dentro con i propri piani.

Ok, ma a questo punto arriva la domanda: quali sono i nostri piani per l’anno nuovo? Molti di noi hanno un diario, altri hanno un blog, ma certamente tutti abbiamo alcuni obiettivi (piccoli o grandi) che vogliamo raggiungere.

A 16 anni il mio obiettivo più grande era prendere la patente per il 125, poi trovarmi una ragazza, in quest’ordine. Missione fallita. A 17 l’idea principale era arrivare vivo fino ai 18. Missione compiuta. A 18 è stato prendere la patente e passare la maturità. Missione compiuta. L’anno scorso volevo andare in Sicilia, non ce l’ho fatta. Cose che capitano. J

Anche adesso ho dei piani per l’anno che è appena (giusto una settimana) cominciato. Ho preso l’abitudine di scrivere i miei obiettivi sul mio blog, per un paio di motivi: 1) per ricordarmeli; 2) per specificarli alle persone che mi stanno vicino, sono certo che i miei amici mi daranno una mano e mi incoraggeranno.

Uno dei rischi che si possono correre quando si compila una lista di cose da fare è quella di credere di spararla troppo grossa: sbagliato. Non è mai troppo grossa. Non è mai un azzardo, perché la speranza e la forza di volontà sono due dei più potenti combustibili dell’intero creato.

Questa rubrica si chiama attualiranza, rendendo omaggio a lettualità (la mia rubrica su finzioni) ma anche, e soprattutto, alla deliranza, la danza del Cappellaio Matto della Alice nel paese delle meraviglie del film di Tim Burton.

Beh, citiamo l’opera di Lewis Carroll, capitolo V:

Alice rise: «È inutile che ci provi», disse; «non si può credere a una cosa impossibile.»
«Oserei dire che non ti sei allenata molto», ribatté la Regina. «Quando ero giovane, mi esercitavo sempre mezz’ora al giorno. A volte riuscivo a credere anche a sei cose impossibili prima di colazione.»

O, per citare il film (Alice che parla):

Prima di fare colazione penso a sei cose impossibili… Contale Alice: 1 C’e una pozione che ti fa rimpicciolire, 2 E una torta che ti fa ingrandire, 3 Gli animali parlano, 4 I gatti evaporano, 5 Esiste un Paese delle Meraviglie, 6 Posso uccidere il Ciciarampa!

Continuate a credere alle cose impossibili. Funziona! Succedono!

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