“Noi!” e “Case” (Lapis)

Ci sono dei libri che sono fatti, più di altri, per stupire, per giocare, per fare divertire. Lo sa bene e lo sa fare bene Hector Dexet di cui vi abbiamo parlato poco più di un anno fa grazie a Ecco un giardino… e la sua immersione nella natura. Ora due nuovi cartonati, sempre rivolti ai lettori più piccoli ed editi da Lapis, pagina dopo pagina ci portano ad esplorare altri aspetti della realtà, a giocarci con dolcezza e ironia, grazie anche (oltre ai testi, alle forme e ai colori) all’uso di buchi che permettono l’intrecciarsi di elementi tra le pagine.

Hector Dexet, Noi!, Lapis

Noi” è una pluralità e già dalla copertina diversi sono i visi dei bambini che guardano sorridenti tutti nella stessa direzione, diversi i colori, diverse le forme, il taglio dei capelli…

Il testo parte dalla diversità come ricchezza (“Ognuno di noi è diverso dagli altri”), ma sotto questa diversità c’è qualcosa che ci rende molto simili: se un maschio e una femmina, per esempio, sono diversi fisicamente, potendo vedere sotto la loro pelle, arrivando fino alle ossa – e un illustratore può farcelo vedere – siamo tutti (quasi) uguali.

Prima siamo piccoli, poi diventiamo grandi, ma tutti abbiamo dieci dita per i piedi e dieci per le mani. Abbiamo un naso, due occhi – che a volte, a dire il vero, possono avere bisogno di occhiali –, una bocca per mangiare e stomaco e intestino per digerire… Certamente, poi, tutti abbiamo un cuore!

A partire dal cuore, l’associazione con gli affetti viene naturale, ma non è per nulla scontata e parte da una pancia (il papà ha il pancione perché ha mangiato troppo, la mamma perché aspetta un bambino), prima di ritrovare un bambino stretto tra le braccia dei suoi genitori.

Hector Dexet, Case, Lapis

Un altro cartonato vivacissimo è Case dove, pur non essendo gli unici colori, predominano l’azzurro e il giallo. Anche in questo caso è la diversità a dare valore alla lettura: basta guardarsi intorno per scoprire una grandissima varietà di abitazioni (e dei loro rispettivi abitanti).

C’è chi vive in un paese e chi su un’isola deserta: in un paese ci sono poche casettine, nell’isola deserta solo una casetta (altrimenti che isola deserta sarebbe?), certamente in entrambi i casi la vita sarà più rilassante di quella in città. Ma le abitazioni possono essere diversissime tra loro, e non solo per la forma del tetto, il numero di finestre e di piani: la lumachina, per esempio, si porta dietro la sua casa, la casa dei pulcini è il nido; nel vuoto tronco di un albero abita uno scoiattolo sorridente.

E qual è la casa dei fantasmi, dei girini o di due cagnolini scodinzolanti?

A voi scoprirlo, cercando magari di indovinare volta per volta, tramite i buchi, che cosa si nasconde nella doppia pagina successiva.

 

L'autore di questo post

Classe 1982, pugliese, fiorentina d’adozione e con un debole per la Francia. Da quando ho scoperto A. A. Milne e Astrid Lindgren, mi è stato chiaro all’improvviso che cosa avrei fatto da grande e poco importa il fatto che un po’ grande lo fossi già. Da allora mi dedico alla letteratura per l’infanzia e ragazzi, tra studio, letture e i primi passi nel dietro le quinte del mondo editoriale.

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