Il cane e la luna

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Il colore delle piccole cose è il bianco e nero.

Ai bambini piace vedere colate di arcobaleno sulle pagine di un libro, sugli schermi dei loro programmi preferiti, ma avete mai provato a portarveli dietro in altri spazi, di penombra, dove i suoni sono leggeri e le parole quasi non ci sono e quando si manifestano sono solo quelle essenziali? Avete provato a portarli via dal nostro chiasso anche visivo, per mostrare loro, che so, un film in bianco e nero, magari addirittura muto? Ma che idea! Provateci, invece: io l’ho fatto due volte, la prima, con un film di Charlot, la seconda, con Il cane e la luna (Orecchio Acerbo editore), un libro illustrato come i fotogrammi di un film muto, dove le parole sono cosi misurate da essere perfette: quelle che servono, non una di più non una di meno, perché un bimbo ascolta e vede solo l’essenziale.

Il bianco e nero rivela nel silenzio, fa vedere nitido là dove il colore confonde: lo sa bene Alice Barberini, autrice e illustratrice di un’avventura delicata e coraggiosa, come coraggioso è raccontare con la voce del passato in tempi di tecnologico conformismo.

La sua storia porta in un mondo senza tempo: un circo, un cane e un amore.

Il racconto ricostruisce come una favola la storia della locandina del primo film di fantascienza, Voyage dans la lune, del 1902, che ritrae il volto femminile della luna sfigurato da un razzo conficcato in un occhio.il cane e la luna ghiocoliere

Ogni sera, sotto il magico tendone di un circo, un cagnolino vestito da Pierrot e con un cappellino rosso esegue i propri numeri, per un pubblico che ride con bocche larghe di denti, mentre qualcuno dei volti grigi della folla ferma uno sguardo fisso, quasi ostile, su di noi e il mio bambino mi chiede se quel signore si sia accorto di lui.

 

Anche il cagnolino sembra guardarci, ma nei suoi occhi languidi è riflessa un’altra luce: è una luna di cartapesta, appesa al tendone, che gli tiene compagnia negli spettacoli, bellissima ai suoi occhi innamorati, che non si sono mai sollevati al cielo di notte, dove la vera luna illumina il suo sonno: d’altra parte per ogni innamorato una luna di cartapesta è il vero, unico astro del suo mondo.

il cane e il carretto della lunaùMa un giorno triste la luna cade a terra e si crepa e l’impresario del circo decide di disfarsene.
Il cane la carica su un carretto e si allontana con lei, lungo le strade fredde di Parigi, trascinando come un mendicante il suo carico d’amore, mentre il mio bimbo segue col dito una macchia di colore: due palloncini rossi legati al carro.

Un altro bimbo, intanto, dentro la scena del libro, sta seguendo quella strana compagnia: si avvicina al cagnolino stremato, che veglia la sua luna, lo prende con sé e si allontanano insieme: due palloncini rossi ora volano verso il cielo bianco, forse segno di un amore che ha trovato la sua strada.Il-cane-e-la-luna-2

Ma la luna di cartapesta? Un uomo, che passava di lì per caso, la vide e la trovò bella. La immaginò nel cielo e la portò via con sé.
Fu così che una vecchia luna, di cartapesta e crepata, divenne una star del cinema.

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Il cane e la luna, una storia breve, colorata d’emozione.

L'autore di questo post

Prof Favella Stanca di tanti ragazzini e Mamma Caos di due bambini. Mamma e Prof giovane d'esperienza ma non di età, in barba a chi ci dice: è tardi per (ri)cominciare!

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