DIRITTI alle storie: Settimana Nazionale Nati per Leggere

Non è mai troppo presto per cominciare a leggere o farsi leggere delle storie: anche quando il bambino (o la bambina) è ancora nel pancione, la voce della mamma (o del papà) arriva a destinazione contribuendo a stabilire il legame affettivo che ci accompagna nelle nostre vite.

Dal 1999 Nati per Leggere promuove con passione la lettura ad alta voce ai bambini tra i 6 mesi e i 6 anni con circa 400 progetti locali che coinvolgono 1195 comuni italiani, grazie all’impegno di bibliotecari, pediatri, educatori, enti pubblici, associazioni culturali e volontari.

Recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato come il leggere ad alta voce e con continuità (anche per pochi minuti al giorno) ai bambini in età prescolare sia molto importante sia per la relazione tra bambini e genitori sia per lo sviluppo cognitivo (per la comprensione del linguaggio e per la capacità di lettura); è qui che può nascere e consolidarsi nei bambini un’abitudine a leggere che si conserverà anche nelle età successive. A Bologna, durante l’ultima Fiera del Libro per Ragazzi, abbiamo seguito per voi un incontro proprio su questo argomento, se vi va di rispolverarlo è qui.

Quest’anno, per la prima volta, Nati per Leggere ha organizzato una settimana nazionale per celebrare i propri obiettivi e le proprie attività, un’ottima occasione per avvicinarsi a questo progetto che deve molto al lavoro dei suoi volontari. La settimana di Nati per Leggere è cominciata il 16 novembre e fino a domenica 24 numerose sono le iniziative organizzate nelle biblioteche, nei punti di lettura e in spazi pubblici. Trovate il programma, regione per regione, qui (ma vi consigliamo di seguirli durante tutto l’anno!)

Come recita la filastrocca dei Nati per Leggere, firmata da Bruno Tognolini:

Leggimi subito, leggimi forte

Dimmi ogni nome che apre le porte

Chiama ogni cosa, così il mondo viene

Leggimi tutto, leggimi bene

Dimmi la rosa, dammi la rima

Leggimi in prosa, leggimi prima

L'autore di questo post

Classe 1982, pugliese, fiorentina d’adozione e con un debole per la Francia. Da quando ho scoperto A. A. Milne e Astrid Lindgren, mi è stato chiaro all’improvviso che cosa avrei fatto da grande e poco importa il fatto che un po’ grande lo fossi già. Da allora mi dedico alla letteratura per l’infanzia e ragazzi, tra studio, letture e i primi passi nel dietro le quinte del mondo editoriale.

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