Ti chiamerò papà (Rizzoli)

Can Ran, illustrazioni di Ma Daishu, Ti chiamerò papà, Rizzoli

Ti chiamerò papà è la storia di un legame tra due compagni di viaggio, che nasce e si rafforza lungo il cammino.

Uno è un uomo adulto che va in giro per il mondo in cerca di tesori, portando con sé una valigia di ferro.

L’altro è un bambino con uno zainetto sulle spalle, che segue l’adulto ovunque egli vada, si fida di lui, della sua mano sicura, dei racconti con cui gli spiega le cose del mondo.

Entrambi posseggono un tesoro che accrescono durante il loro cammino. L’uomo colleziona oggetti luccicanti che ripone con cura nella sua valigia; il bambino ascolta, poi bisbiglia, infine mette delle cose nello zaino, ma cosa contenga è un segreto…

Presto arriva il giorno in cui la valigia e lo zainetto rivelano il loro contenuto. Lampadine, soldi di latta, palline di vetro sono i tesori che l’uomo ha collezionato. Ma quelli del bambino valgono molto di più perché sono le sue parole preferite, i discorsi con il suo compagno di  viaggio, i bigliettini su cui ha annotato di quando l’uomo si era preoccupato per lui, o di quando lo aveva preso per mano o gli aveva raccontato una storia. L’ultimo bigliettino, nascosto in fondo allo zaino, è quello in cui il bambino trova un nome al suo amico, scegliendo di chiamarlo PAPÀ.

Padre e figlio, compagni di viaggio

Can Ran, autore di questo delicato albo dal titolo Ti chiamerò papà (Rizzoli), affronta il tema del rapporto padre-figlio usando la metafora del viaggio come percorso di vita i cui protagonisti, un uomo e un bambino che viaggiano attraverso il mondo affrontandone ostacoli e gioie, si impegnano a costruire un rapporto che cresce e si rafforza nel tempo.

La magia di questa storia, che si scopre pagina dopo pagina, passo dopo passo, scaturisce dalle caratteristiche del rapporto tra l’uomo e il bambino, padre e figlio: un’ombra lunga lunga, un’ombra corta corta; una valigia di ferro, uno zainetto sulle spalle; un incedere sicuro e forte, un passo che indugia e si stanca in fretta; un tesoro che “non vale niente”, un tesoro di parole e di storie… Un uomo e un bambino a confronto, un padre e un figlio che si scoprono tali alla fine del viaggio.

Le forme e i colori: Ma Daishu

La seconda magia di Ti chiamerò papà nasce dalla mano abile, dalla creatività e dalla passione per la natura dell’illustratrice Ma Daishu. Immagini a tutta pagina, che sembrano come incise sul foglio in modo da definire forme, luci e ombre, sono le tappe del viaggio affrontato dai due protagonisti.

I paesaggi naturali sono il contesto in cui il bambino scopre la bellezza del mondo spiegata dall’uomo che si prende cura di lui. I loro corpi sono un tutt’uno con la natura e i suoi colori che il bambino guarda con occhi grandi e attenti, come chi sta vedendo e capendo per la prima volta.

Dolcezza, paura, serenità, gioia sono le sensazioni che le immagini e la storia regalano al lettore che costruisce il rapporto tra i protagonisti. Né noi sappiamo né loro sanno dove si sta andando. Impariamo a scoprirlo un po’ per volta e la fine è sconvolgente e inaspettata, come la fine (e l’inizio) di un lungo viaggio.

 

 

L'autore di questo post

Pugliese da sempre, vive stabilmente a Maglie da dove ogni tanto si sposta lasciando cadere briciole per terra, nella speranza di poterle un giorno seguire di nuovo. Se dovesse trovare dei funghi in città, li raccoglierebbe come Marcovaldo e seguirebbe carponi un soriano per apprendere i segreti del regno dei gatti. E, come succede a Marcovaldo (uno dei suoi idoli), sebbene affascinata dai segni delle grandi città, il suo sguardo cade sempre sui formicai brulicanti, i germogli, i frutti sugli alberi, cui si legano i suoi desideri, cogliendo lo scorrere del tempo attraverso i mutamenti delle stagioni. Legge di tutto, cammina tanto, scarabocchia animali e paesaggi con un tratto pop e cresce sentendosi sempre più piccola. La letteratura per l’infanzia è per lei la bella illusione di un mondo in cui un’armonia tra l’uomo e l’ambiente è ancora possibile.

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