Storie di parole

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storie parole gallucci

“A mille ce n’è nel mio cuore di fiabe da narrar…” intonava il cantastorie delle Fiabe Sonore che hanno accompagnato l’infanzia di moltissimi (e, a dire il vero, l’accompagnano tuttora, riproposte in libreria e anche in forma digitale), ma mille storie sono nascoste nella nostra quotidianità, nelle parole che usiamo per comunicare e a cui siamo così tanto abituati da non pensare quasi mai al loro significato, alla loro derivazione, alle loro storie appunto. Conoscere le parole è alla base di un uso consapevole della lingua stessa ma è anche curiosità, scoperta del mondo intorno a noi. Per riportarci all’origine delle parole, alle storie avventurose e inaspettate in esse riposte, uno strumento bello quanto utile è Storie di parole (Gallucci), un dizionario etimologico nato in collaborazione con Giuseppe Pittàno, celebre scrittore e linguista, e, dopo la sua scomparsa (nel 1995), con Rosanna Bonafede, collaboratrice del professore.

Se vignétta è il diminutivo di vigna (quindi dovrebbe significare piccola vigna), come mai utilizziamo questo termine per indicare un’illustrazione, un disegno satirico con o senza parole? Ecco la soluzione: “Nell’antica editoria, gli stampatori decoravano il frontespizio dei libri con figure ornamentali ispirate per lo più ai motici della decorazione floreale. Uno dei temi più sfruttati in queste decorazioni era il tralcio di vite (…). La fantasia popolare chiamò perciò questi fregi vignette, parola che acquistò poi il significato più largo di illustrazione disegnata a mano”. Lo sapevate? Io non ne avevo proprio idea!

E teppìsta? Tèpa, nel dialetto lombardo, indica il muschio, un pezzo di terra coperto di muschio. Da qui nacque la parola teppa, riferita a una banda di giovinastri che nella Milano di inizio Ottocento compiva azioni vandaliche e si incontravano nei pressi del Castello Sforzesco, o meglio sui prati circostanti. Un altro mistero risolto…

Ma da dove derivano barzelletta, croissant, cuccagna ecc.?  Storie e parole da conoscere non vi  mancheranno, dalla A di abàte alla Z di zabaióne il dizionario contiene 336 lemmi ed è impreziosito dalle illustrazioni di Alessandro Sanna, leggere ed elegantissime.

Storie di parole è rivolto ai bambini dagli 8 anni in su, ma è certamente una miniera utile e preziosa per ogni età, un libro da leggere e consultare come più si preferisce, un’occasione per svegliare la curiosità se è un po’ sopita e per nutrirla quando è perfettamente sveglia.

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