Sogno di una notte di mezza estate

Nella notte d’estate di Shakespeare tutto può succedere: fate, folletti, pozioni, intrighi d’amore e metamorfosi bizzarre. Quando il teatro diventa sogno è il sogno a diventare teatro.
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Tutto può accadere in una notte d’estate. Sono lunghe, lunghissime, si fatica a dormire e nell’aria luccica quel po’ di magia che rende ogni cosa possibile.

Se non riesci a chiudere gli occhi, lasciali aperti e aspetta che il vento ti conduca nel bosco.

Lì può succedere, ad esempio, d’incontrare un uomo con la testa d’asino che vaga confuso fra gli alberi e di scorgere poi, dietro un cespuglio, il corpo bellissimo e addormentato di una fata, ma non di una qualsiasi, della loro regina, Titania.

Un folletto dispettoso e un po’ maldestro di nome Puck sta per versare sugli occhi di Titania il succo di un fiore incantato, capace di far innamorare chiunque della prima persona che vedrà al suo risveglio. Ad avergli ordinato di giocare alla regina questo scherzetto è stato nient’altri che il suo stesso marito, Oberon, re degli elfi. E il caso vuole che aprendo gli occhi la bella fata veda per primo proprio Bottom, l’uomo dalla testa di asino, e se ne innamori perdutamente!

Bottom, poverino, non è che un semplice artigiano che si diletta a fare l’attore e che in quella notte si trovava lì, nel bosco, per provare assieme alla sua sgangherata compagnia uno spettacolo da offrire il giorno dopo per le nozze del duca di Atene, Teseo. Puck l’ha trasformato in asino senza una buona ragione, ma d’altra parte in una notte di mezza estate come questa sembra che tutto possa essere guidato solo dal capriccio del caso, persino l’amore.

Qualche metro più in là, infatti, un altro ingarbugliato intrico si dipana nella foresta misteriosa. Due coppie si rincorrono in fuga dalla città: Ermia e Lisandro, innamorati l’uno dell’altra, sono inseguiti da Demetrio ed Elena, il primo promesso sposo di Ermia e la seconda innamorata senza speranze di Demetrio. Riuscite a immaginare cosa potrà combinare Puck col suo fiore magico in una simile circostanza?

All’inizio, spinto da buone intenzioni, decide di versare il succo d’amore sugli occhi di Demetrio perché possa corrispondere Elena e lasciare in pace Ermia e Lisandro, ma da folletto pasticcione qual è, si sbaglia e versa il succo sugli occhi di Lisandro, facendolo innamorare di Elena!

La situazione non può che degenerare, finché Oberon non ordina a Puck di rimettere tutto al suo posto. Puck allora fa scendere una nebbia fittissima e stregata sul bosco intero e al mattino non solo le coppie si trovano finalmente ricostituite, ma persino Bottom è tornato del tutto uomo e riesce a prendere parte al disastroso e spassosissimo spettacolo in onore delle nozze del Duca.

Ecco quello che Shakespeare ha visto nella sua magica notte d’estate e, dopo avercelo raccontato, lascia che Puck ancora una volta appaia volando sulle nostre teste sussurrandoci, col suo mezzo sorriso beffardo:

«Se noi ombre vi abbiamo irritato non prendetela a male, ma pensate di aver dormito, e che questa sia stata solo una visione della fantasia… Noi non vi abbiamo offerto altro che un sogno».

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