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A scuola di arte

Impedire ai ragazzi di studiare a scuola la storia dell’arte vuol dire privarli della conoscenza di qualcosa che a loro appartiene di diritto.
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Mirella Nania, Vita Nova 2012

Se a 19 anni ho deciso di iscrivermi alla facoltà di Lettere Classiche per studiare archeologia lo devo ai miei insegnanti: alla mia maestra che quando avevo otto anni mi ha portato a visitare il museo archeologico di Bari e ha gettato in me il seme di una passione che mi avrebbe condizionato negli anni a venire, all’insegnante di storia della scuola media che mi ha fatto capire quanto sia importante conoscere il passato per capire il presente, alla docente di storia dell’arte del liceo che mi ha insegnato a leggere un quadro o la pianta di un tempio o un’installazione artistica, a guardare oltre i segni e il colore e intuire cosa si nasconde dietro che dà sostanza e anima alla forma.

I libri letti, i viaggi fatti, i musei visitati, gli scavi archeologici a cui ho preso parte, i progetti sostenuti e realizzati, i laboratori didattici di archeologia con i bambini… tutto questo non ci sarebbe mai stato se tra i banchi di scuola non avessi scoperto la bellezza dell’arte e se non avessi avuto insegnanti capaci di educarmi al bello e al gusto.

Ragion per cui, quando leggo notizie come quella che circola in rete e sui giornali questi giorni, ovvero che si voglia eliminare l’insegnamento di storia dell’arte dai programmi scolastici di scuola media superiore, davvero non mi capacito di come si possa essere così tanto ignoranti, aridi e sciocchi.

A prendere queste decisioni non sono infatti persone qualsiasi, che magari non hanno avuto la fortuna di studiare, entrare in una chiesa antica, passeggiare tra i resti di una città romana o ammutolirsi di fronte a un dipinto, se così fosse si potrebbe anche essere più indulgenti. Ma si tratta dei nostri Ministri, quelli a cui spetta il compito di occuparsi del nostro Paese e che dovrebbero avere a cuore l’educazione dei bambini e dei ragazzi come la tutela, valorizzazione e conoscenza del nostro patrimonio storico-artistico ovvero dei nostri quadri, chiese, teatri, biblioteche, gente insomma che si suppone abbia studiato parecchio e che abbia le giuste competenze per svolgere il ruolo che ricopre. Ma evidentemente non è così.

Sembra un paradosso, una mostruosa assurdità che in un Paese che ha il maggior numero di siti Unesco, ovvero di monumenti e opere d’arte considerati patrimonio dell’Umanità e che detiene il 4,8% del patrimonio artistico mondiale non si debba sapere chi è Giotto, quando è stato costruito il Colosseo, chi ha dipinto l’Ultima Cena… Questo vuol dire che, se non si ostacola questa riforma, tra qualche anno i giovani vivranno in città di cui non sapranno assolutamente nulla e si ritroveranno ad abitare a pochi passi da statue, basiliche, musei, palazzi storici senza sapere cosa sono né chi e quando li ha costruiti. Chi decide in Italia ci vuole ignoranti nella nostra stessa patria, termine da cui non a caso deriva la parola “patrimonio” cioè che appartiene a tutti. Impedire ai ragazzi di studiare a scuola la storia dell’arte vuol dire quindi privarli della conoscenza di qualcosa che a loro appartiene di diritto, perché sono nati e cresciuti in Italia o nati altrove ma vivono nel nostro Paese. Non solo, ma vuol dire anche offendere la nostra patria proibendo ai giovani di studiarne la storia e apprezzarne la ricchezza di opere d’arte, come strappare in mille pezzi la carta d’identità di qualcuno e costringerlo a vivere senza un nome.

Per fortuna ci sono tanti insegnanti, scrittori, storici dell’arte, professori universitari, bibliotecari, archeologi che si stanno dando da fare perché ciò non avvenga e si sono mobilitati per salvare l’Italia dall’ignoranza e recuperarne la bellezza. Sul web hanno pubblicato un appello rivolto ai nostri governanti affinché si convincano di aver commesso un grave errore e consentano ai docenti di continuare ad insegnare storia dell’arte a scuola e ai ragazzi di apprendere qualcosa in più sul patrimonio storico-artistico italiano. Questa lettera può essere firmata da tutti quelli che la condividono.

Perciò, mi rivolgo a voi, kids in ascolto, chiedete ai vostri genitori di firmare al posto vostro.

L'Italia vi ringrazierà.

http://firmiamo.it/ripristiniamo-storia-dell-arte-nelle-scuole/aftersign#petition

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