Nel buio (Valentina Edizioni)

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Nicola Barca, illustrazioni di Michela Baso, Nel buio, Valentina Edizioni

Il buio opprime. Si nasconde tra le pieghe delle insicurezze e le rende ancora più profonde.

Quando si è sempre nel buio, si arriva a pensare di essere il buio stesso, e averne paura non ha senso. Ha senso, invece, incuterla agli altri, soprattutto se questi, spavaldi e sicuri di sé, hanno una torcia che indica loro la strada da percorrere.

Il buio fa paura a molti ma non a chi ci è abituato, non a chi, come Lucio, vive nell’oscurità e di essa non riesce a fare a meno.

Quella di Lucio è una storia scritta nel buio.

Io non ho paura del buio

Lucio è un duro, non ha paura di niente, non ride mai. Gli altri lo temono e lui si arrabbia, ma loro – dice ­­­­– «sono deboli e rammolliti». Lucio è sempre solo in casa. I suoi genitori hanno altro da fare.

Lungo la strada per andare a scuola suona i campanelli, tira sassi alle automobili, prende in giro una vecchina; al ritorno rovescia per terra un bidone della spazzatura facendo inciampare una ragazza che reagisce con una smorfia di dolore.

Io non ho paur…

La prof annuncia che il giorno dopo avrebbero visitato una grotta profonda e buia tanto che sarebbe stato utile portarsi una torcia. Lucio non ne ha bisogno perché non teme il buio e poi non saprebbe nemmeno dove prenderla.

Davanti all’ingresso della grotta tutti tengono strette in mano le loro torce. Tutti tranne Lucio che invece stringe i pugni vuoti.

Inizia il cammino.

Passo dopo passo l’oscurità aumenta fino a diventare TOTALE.

Lucio adesso è veramente al BUIO e, per la prima volta, ha PAURA.

Si sente precipitare nel vuoto e non ha nulla cui aggrapparsi, almeno fino a quando non avverte la presenza di una mano che, come lui, cerca riferimenti intorno.

Alla mano si accompagna una voce; calma, rassicurante, invisibile.

Chiara è cieca. Dice a Lucio di non preoccuparsi, perché «è naturale avere paura nell’oscurità». E poi «si può vedere in altri modi».

Io ti difenderò

Ora Lucio è tranquillo. Sente un profumo d’erba, ascolta l’acqua che zampilla, avverte sulla pelle l’aria fresca. Ora Lucio vede.

Il buio, intanto, diminuisce. Lucio promette a Chiara di difenderla da chi l’avrebbe presa in giro per la sua cecità. Ma lei non ha bisogno della sua protezione, nessuno è così stupido da prendere in giro chi è diverso. Nessuno.

Adesso Lucio è fuori, accecato dalla luce del giorno. Si aggrappa alla roccia, sorride.

Una storia «nata nella completa oscurità»

Nel buio, di Nicola Barca e Michela Baso (Valentina Edizioni), è un graphic novel potente, che indigna, scuote, induce a riflettere.

L’indignazione nasce come reazione naturale agli atti di bullismo di Lucio.

Poi subentra la comprensione. La storia, «nata nella completa oscurità», attraversa il buio interiore di un ragazzo che si confronta quotidianamente con un contesto casalingo difficile, in cui si sente trascurato.

Il lieto fine sembra lontano, quasi impossibile. Come si fa a venire fuori dall’oscurità?

Lucio ci riesce, ma non da solo. Chiara, una ragazza cieca che ha imparato a vedere con gli altri sensi, lo aiuta a uscire dal BUIO TOTALE di una grotta e, tenendogli la mano, lo accompagna verso la luce.

Il confronto con un’altra oscurità diventa salvifico e cancella ogni paura.

Paura e bullismo

Tematiche complesse e attuali come quelle relative a bullismo, diversità, cambiamento, buio interiore trovano qui, nella forma del graphic novel, uno dei modi forse più giusti per arrivare a un pubblico di adolescenti, il pubblico che, per vari motivi, le sente particolarmente vicine.

Nel buio racconta ai ragazzi la storia forte e intensa di una psicologia sfaccettata, permettendo loro di attraversarla. I lettori conoscono il buio di Lucio, sanno quello che prova, hanno paura per lui (non di lui), per questo non possono biasimarlo ma solo comprenderlo.

Le illustrazioni

Le illustrazioni comunicano col lettore e lo guidano, attraverso il buio, verso la luce. Le sequenze del graphic novel sono lo spazio in cui Michela Baso dipinge immagini forti, prima grigie e ocre, poi nere, dove i soggetti emergono dall’oscurità come illuminati da una luce esterna.

Le parole si levano con forza dalle immagini a tutta pagina, bianche nell’oscurità, poi nere nella luce.

Bianco e nero sono complementari, positivo e negativo, come in fotografia. La tecnica diventa così parte integrante della storia.

La sequenza centrale del fumetto coincide con il momento di massima tensione, laddove le illustrazioni diventano particolarmente evocative, quasi oniriche. Non è facile cogliere il confine che separa il buio fisico da quello psichico, forse perché un confine non c’è.

Qui Lucio emerge nudo dall’oscurità, illuminato da una luce rivelatrice di dettagli: l’acqua, i fili d’erba, una mano. Infine buio e luce sembrano trovare un equilibrio proprio laddove si confondono.

Ma questa non è la fine della storia, piuttosto sembra l’inizio di un percorso in cui Lucio dovrà imparare a percepire luci e ombre con tutti i sensi, anche chiudendo gli occhi per guardare meglio dentro di sé.

Per uscire dal buio basta convincersi che «si può vedere in altri modi», e provare a capire che, in fondo, non si vede bene che col cuore.

 

 

 

 

 

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