Guai a chi mi chiama passerotto!

In Guai a chi mi chiama passerotto! lo spunto arriva dall'articolo art.32. In 16 filastrocche vengono spiegati i diritti di cui sono depositari i bambini.
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64823x-7IIC3A58Il quarto libro della collana La Costituzione nello zainetto è nato dalla collaborazione dell’autrice, Anna Sarfatti, con la Fondazione Meyer  ed è ispirato ai contenuti della Carta dei diritti dei bambini in ospedale. Il titolo è Guai a chi mi chiama passerotto (Giunti Junior) e chiama in causa l’articolo 32, che recita:

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

I bambini si fanno molte domande sulla loro salute, tra un mal di pancia e un mal di gola vorrebbero capirne di più. Si chiedono come gli è venuto quel tal male, quanto durerà etc. Certo, è raro che finiscano in ospedale, ma se la febbre non ne vuol sapere di abbassarsi o il mal di pancia si rivela un caso di appendice infiammata ecco che scatta il ricovero. E adesso? Le domande si moltiplicano: perché non sono a casa mia? Perché non mi cura il mio pediatra? Perché la mamma ha quell’espressione preoccupata?

Ecco, in questo caso è utile conoscere l’articolo 32 della Costituzione che garantisce il diritto alla salute di tutti i cittadini, grandi e piccini. Tutti si preoccupano della salute e del benessere dei bambini, molti, però, trascurano il fatto che loro hanno esattamente gli stessi diritti degli adulti. Infatti, per esempio, hanno diritto a parlare coi dottori qualora desiderino dei chiarimenti sul loro stato di salute, è loro diritto conoscere la propria malattia e dare il loro parere sulle cure; inoltre, se lo vogliono e le cure lo consentono, possono essere curati in casa. Possono dire se in ospedale si sono trovati bene o male, se si sono sentiti protetti e curati, se hanno avuto degli spazi dedicati a loro dove fare i compiti o giocare. Infine, cosa molto importante, hanno il diritto a essere chiamati col loro nome di battesimo, per cui al bando tutti i “tesorini” e tutti i “passerotti”!

Dunque, i bambini vanno ascoltati anche in merito alla loro salute e alle cure cui si sottopongono, lo garantisce la nostra carta costituzionale, mentre i genitori, annientati dalla preoccupazione, cercano di distrarre i loro figli da ciò che gli sta succedendo, in realtà, sarebbe bene parlarne insieme. Anche i bambini si preoccupano, in ospedale anche di più, visto che lì è possibile che incontrino qualcuno che sta peggio di loro e non si spiegano come mai alcune cure debbano essere dolorose o le medicine tutte così amare. A tal proposito ho trovato molto carina una delle filastrocche del libro che dice:

Se io curassi bambini e bambine

vorrei inventare le medicine:

contro i febbroni gocce d’orzata,

contro le ustioni anguria ghiacciata,

fiale di fragole contro il morbillo,

gelato al bacio contro ogni bacillo,

gomme gommose al gusto d’arancia

per tutti i mali sopra e sotto la pancia.

E mentre usano le solite cure,

supposte, pomate, sciroppi e punture,

io vi consiglio, per un male piccino,

mattina e sera un cioccolattino!

Siccome Anna Sarfatti con le rime ci sa fare,  è riuscita con sedici simpaticissime filastrocche, a rendere chiaro anche il concetto di diritto alla salute e la sua tutela.

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