Parlare di Darwin ai più piccoli? Si può!

Questa volta è il turno del famoso naturalista e scienziato britannico Charles Darwin e di come si può parlare di lui persino con i più piccoli!
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Cari kidz, per questo nuovo post della rubrica Pezzi Grossi ho scelto di raccontarvi qualcosa sul famosissimo naturalista britannico Charles Darwin. I più grandicelli lo avranno già sentito nominare, ma come parlare di lui ai più piccolini?

Forse, vi meraviglierà sapere che i bimbi non si stupiscono più di tanto di fronte alla teoria darwiniana dell'evoluzione della specie, secondo cui proveniamo tutti dalle scimmie. Lo so perché quando l'ho spiegato a mio figlio (che sta per compiere 4 anni), non ha fatto una piega. Certo, a quell'età non è stato ancora confuso dall'aneddoto cristiano legato alla genesi e a Adamo ed Eva, quindi è stato più facile. Pensavo, però, che ne rimanesse più colpito, invece niente, abbiamo letto insime un libro che ne parlava, abbiamo guardato le figure, osservato i primi ominidi fino all'homo sapiens e, niente, lui ha capito, limitandosi a chiedere cosa mangiavano e dove vivevano.

Perché non c'è un tema di cui non si possa discutere con i nostri piccoli, non c'è nulla che sia troppo presto da imparare, è questa convinzione che ci fa essere dei genitori diversi rispetto a quelli delle generazioni precedenti che aspettavano che fosse la scuola a parlare di tutto, a spiegare tutto. È anche vero che ogni bambino ha le sue inclinazioni: ci sono i genetti dei Lego, capaci di metter su modellini da paura con i loro mattoncini colorati; quelli interessati alla meccanica che smontano e rimontano i loro giochi per capire come sono fatti; quelli fissati con l'astronomia che fissano il cielo per ore, e poi c'è il mio piccolo paleontologo innamorato dei dinosauri e della preistoria.

Tornando a Darwin, ci sono molti aspetti interessanti che lo riguardano, molti aneddoti legati alla sua vita che possono contribuire a creare interesse intorno alla sua figura, per esempio sappiamo che Darwin da bambino e da ragazzo fu un pigrone che non s'interessava minimamente dello studio; era alquanto discolo e il padre fu addirittura costretto a ritirarlo da scuola per scarso rendimento e per comportamento scorretto. Solo quando arrivò all'Università di Cambridge la sua vita cambiò direzione, soprattutto grazie agli insegnamenti del professore John Stevens Henslow, che lo mise sulla giusta strada riuscendo a far emergere il suo profondo interesse per la natura e insegnandogli il metodo scientifico.

Da quel momento Darwin ebbe un unico interesse, quello dell'osservazione della natura e per questo sognava di viaggiare per scoprire cosa nascondessero le terre lontane. L'occasione gli arrivò nel 1831 a seguito del fatto che il governo britannico cercava un naturalista per un viaggio di due anni che il brigantino Beagle avrebbe fatto intorno al mondo. Darwin corre subito dal padre per ottenere il permesso di partire, permesso che si vedrà rifiutare perché il padre desiderava per lui una vita più "rispettabile". Per fortuna, grazie all'intermediazione di uno zio, Darwin convincerà il padre a non fargli perdere la meravigliosa occasione che il destino gli stava offrendo. Superato ogni ostacolo, Darwin partì a bordo del Beagle per un viaggio che durò 5 anni e che lo portò a circumnavigare e a esplorare l’America del Sud, l’Australia, la Nuova Zelanda e il Sud Africa. La tappa che segnerà più delle altre il suo pensiero e la sua vita futura  però, fu quella delle Galápagos, la cui straordinaria biodiversità permise a Darwin di capire come si sono sviluppate e evolute le diverse forme di vita e gli fornirono anche la prova della correttezza delle sue intuizioni scientifiche.

Voyage_of_the_Beagle

Per tutto il viaggio Darwin tenne un diario, prendendo nota di ogni osservazione, scientifica e non; inoltre, spesso spediva estratti del suo diario insieme ai reperti che raccoglieva nelle sue esplorazioni, per farli analizzare con cura dai suoi amici scienziati. Quando tornò in Inghilterra Darwin era già uno scienziato famoso. AL suo ritorno si sposò e ebbe dieci figli. Trascorse il resto della sua vita ritirato in casa a scrivere libri sulla biologia e sulla geologia e a condurre esperimenti per confermare le sue teorie. Morì il 19 aprile 1882.

E voi, kidz, vi guardate intorno? Osservate la natura? Fossi in voi, terrei gli occhi ben aperti! A voi genitori, invece, basterà fare un giro nella rete per scegliere la pubblicazione più adatta al vostro bambino.

 

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