A taaavola! (Babalibri)

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Michaël Escoffier, illustrazioni di Matthieu Maudet, A taaavola!, Babalibri

A taaavola!, novità Babalibri, è stata una new entry speciale in casa nostra. 

Infatti ha messo d’accordo tutti e su molteplici livelli. Per prima cosa ha fatto giocare senza bisticciare Eva e Rosaspina per un quarto d’ora. Non è poco, vi assicuro.

Il suo formato compatto e robusto, un cubotto di 19 x 19 cm dai colori squillanti e solide pagine cartonate, ha conquistato subito la più piccina di casa, 18 mesi, che se l’è girato e rigirato tra le mani, facendo roteare le pagine con somma soddisfazione.

Il testo (di Michaël Escoffier, tradotto da Francesca Rocca) ridotto al minimo e le illustrazioni essenziali e coloratissime a centro pagina (di Matthieu Maudet) sono risultate a forte impatto anche per lei, non a caso l’indicazione di età consigliata dalla casa editrice parte già dai 2 anni. 

Poi ci sono anche i più grandicelli, come la mia navigata quattrenne: lei è rimasta agganciata alla storia semplice, almeno narrativamente, e immediatissima perché parla di qualcosa con cui si “scontra” due volte al giorno: il momento della pappa.

L’incontro con il cibo è sempre un’esperienza mistica per i bambini, sia in senso positivo sia in senso negativo. Intanto bisogna aprirsi alla scoperta di nuovi gusti e consistenze, poi bisogna scontrarsi con un minimo di autorità perché, in genere, il menù è imposto da scelte altrui. Non proprio acqua fresca!

Quanto, poi, questa storia comporta a livello del sentire, non è altrettanto lineare. Si incontra un capriccio e si incontra una mamma che non asseconda e si incontrano anche personaggi che di solito stanziano nella squadra dei cattivi, ma che qui si susseguono senza timore pagina dopo pagina.

Ho detto che la mamma qui è un osso duro? Bene, questo è l’aspetto che fa piacere questo libro anche ai genitori di Eva e Rosaspina.

Perché anche loro hanno ceduto a dire che se non si dorme arrivano le streghe, che sono brave, ma entrano comunque in casa di notte e giocano coi giochi che trovano in giro. Perché anche loro hanno detto che se non si mangia mai nemmeno un boccone di frutta o di verdura si fa la peretta… insomma anche loro hanno giocato un po’ sporco sentendosi non troppo bene dopo averlo fatto. Leggendo questa storia si incontra anche un po’ di solidarietà genitoriale e (finalmente!) non ci si sente poi tanto pessimi.

Per dirla come l’ha detta il papà delle mie “bimbe tester”: “Questo libro è proprio bello, come una canzone dei Beatles: in due minuti arriva a tutti, bam, così. Perfetto”.

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