Zampilli e Ghiaccio dall'Islanda per Zia Amaranta

Da qualche tempo a Fatazia,

che si sa è dove vive la Zia,

ogni tanto arriva la simpatica Martina

e porta con sé qualche letterina.

Una volta portò una missiva che giungeva dall'Irlanda,

ora invece il timbro è di una città dell'Islanda.

Il piccolo Olafur ghiacciai e vulcani ci vuole far conoscere

cosa di bello ha da dirci vediamo un pò di leggere.  

 

Cara Zia Amaranta,

Sono Ólafur e vivo a Reykjavík, la capitale della mia piccola e bellissima isola, l’Islanda. La mia è una terra particolare, sai? Siamo poco più di 300.000 abitanti e tutti di origine scandinava: praticamente una grande famiglia! Ho undici anni e vado a scuola, come tutti i miei coetanei. Da noi l’analfabetismo non esiste e tutti vanno all’università. Da grande voglio fare il geologo: è lo scienziato che studia la terra e tutti i suoi fenomeni. Io studierò i vulcani, perché sulla nostra isola ce ne sono più di 200. Non si può dire che abbiamo problemi con il riscaldamento… e meno male. perché l’Islanda è molto a nord dell’Europa. D’estate ci sono giornate lunghissime e luminose, ma d’inverno abbiamo giornate corte e fa buio molto presto. Ma nonostante i ghiacciai, i nostri vulcani e le nostre terme ci rendono gli inverni miti e tutto sommato piacevoli. Tutta l’energia che fa andare avanti i nostri caloriferi viene dai vapori delle terme.
Il mio piatto preferito è il pesce, specialmente il salmone e l’aringa. Se ne pescano in abbondanza qui attorno! Sono buoni affumicati oppure cucinati con le patate.
Vulcani e pesce non sono le uniche cose interessanti della nostra isola. Nelle notti d’inverno spesso si vedono in cielo le aurore boreali: sono come immensi tendoni di luce colorata, che svolazzano all’alba. Uno spettacolo davvero unico. Vale davvero la pena alzarsi presto per vederle, a volte.
Noi siamo l’estremità più a nord dell’Europa, ma non per questo ci piace stare isolati! Ogni anno ci vengono a trovare tanti turisti. La nostra terra un po’ strana e brulla piace a tanti. Quando mi verrai a trovare? Ti porterei in giro tra soffioni e geyser: stai attenta però, sono getti di acqua bollente! Ti mando un abbraccio, nel frattempo. Fuori è già buio e devo andare a letto. Mi leggerò un libro di storie dei nostri antenati vichinghi, che colonizzarono quest’isola e la resero tranquilla e indipendente, tanti secoli fa. Pensa, siamo tanto contenti adesso che non abbiamo neanche un esercito. E che ce ne faremmo? Per me, tutti sono amici.

A presto

Ólafur

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