Lei. Vivian Maier di Cinzia Ghigliano

Per l’intensa e raffinata bellezza delle illustrazioni. Per la loro capacità evocativa che da voce al singolare lavoro di questa misconosciuta fotografa. Per l’indubbia originalità di una soluzione narrativa che ci restituisce appieno il talento di una grande illustratrice e disegnatrice di fumetti.

È l’annuncio del 35esimo Premio Andersen per il Miglior libro fatto ad arte, vinto dal delicato Lei. Vivian Maier edito da Orecchio Acerbo. Un albo illustrato ispirato alla grande rivelazione della fotografia di strada del secolo scorso e alla magia che avvolge le vicende della sua scoperta.

Per tutta la vita Vivian Maier ha collezionato preziose immagini, forse in segreto o forse inconsciamente ma con grande padronanza del linguaggio fotografico, di un realismo che sembra immerso in un’atmosfera fantastica, frutto di un modo appassionato di guardare le cose che nasce spontaneo e naturale come respirare, fissato nei suoi negativi mai sviluppati, senza pretese di fama e successo ma come pura espressione del suo animo poetico. Era una donna riservata, una semplice bambinaia che ha dedicato la sua vita a immortalare con la sua Rolleiflex strade e persone delle città che ha amato e senza mai mostrare i suoi scatti.

Scatti rimasti nascosti fino alla sua morte, quando un ragazzo comprò ad un’asta una scatola piena di negativi per 380 dollari e si ritrovò tra le mani una delle collezioni di street photography più importanti del XX secolo.

Da qui ha inizio l’avventura di ricostruzione della vita della fotografa sconosciuta, una notizia che ha fatto il giro di tutto il mondo. Non passò molto tempo prima che documentari, mostre, pubblicazioni, articoli vennero dedicati all’incredibile storia di Vivian Maier. La notizia giunse lontana, fino all’orecchio dell’autrice Cinzia Ghigliano che ha raccontato di esser stata letteralmente rapita da questa meravigliosa storia di vita e dalle fotografie di Vivian. Non poteva non dedicarle un libro.

Charles Darwin aveva la certezza che se non avesse assecondato il suo intimo desiderio di compiere gli studi e le ricerche che hanno dato l’importante contributo alla scienza che oggi riconosciamo, sarebbe sicuramente diventato un fantasma e avrebbe infestato le sale del British Museum.

Si può dire che Lei. Vivian Maier fosse un doveroso tributo alla geniale fotografa ma anche un’occasione per l’autrice di cimentarsi nel disegno e nella scrittura nel modo in cui chi ama il proprio lavoro vuole e sente di dover fare.

Lei. Vivian Maier di Cinzia Ghligliano

Ed ecco la storia di una macchina fotografica e della sua proprietaria, una donna dalle abitudini particolari, con un forte senso dell’immagine e che amava molto i bambini.

Lei. Vivian Maier di Cinzia Ghligliano

E una riflessione finale:

Immagini – qualcuno dice centomila –
rimaste in casse abbandonate,
nascoste in quei rullini e in quelle pellicole,
che un signore curioso
acquistò un giorno a un’asta
di cose abbandonate.

Non sappiamo cosa avrebbe fatto Vivian
se fosse vissuta negli anni del digitale.
Una sola cosa è certa.
Viviana ha fermato per noi il tempo.
Ogni istante racchiuso nelle sue immagini
è oggi la nostra memoria.
Grazie Vivian.

Per scoprire la storia di Vivian Maier

www.vivianmaier.com
vivianmaier.blogspot.it
John Maloof, Vivian Maier. Una fotografa ritrovataContrasto 2015
Alla ricerca di Vivian Maier, film documentario di  John Maloof e Charlie Siskel, 2013

L'autore di questo post

Nata nell'estate del 1987. Mi piacciono le storie bizzarre, surreali e divertenti. Tra le altre cose, ho studiato contabilità, mostri selvaggi, storia dell'arte, grammatica della fantasia, economia dei beni culturali.

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