Viva la danza! (Edizioni Clichy)

viva la danza

 

Didier Lévy e Magali Le Huche, Viva la danza!, Edizioni Clichy

Di recente ho avuto una conversazione sulla danza con il mio settenne, infatti, parlando dell’attività extra scolastica da intraprendere quest’anno, gli avevo proposto l’hip hop, e lui:

– Mamma, ma la danza è roba da femmine!

Cooosa?? E questo pensiero da dove salta fuori? Lo guardo allibita e inizio il mio discorso per fargli capire che si sbagliava di grosso. Nel frattempo dentro di me penso a tutti i libri che gli ho proposto in questi anni che evitavano gli stereotipi di genere, sarà stato tempo sprecato? È forse più forte e più reale il messaggio che passa tra i compagnetti per cui i maschietti vanno a calcio e le bimbe a danza? Cerco di indagare ma lui non aveva molta voglia di soffermarsi sull’argomento; il giorno dopo, si materializza al mare un ragazzo che conosco da una vita, una decina d’anni più piccolo di me, che è un ballerino di danza classica molto apprezzato e che danza nei teatri in giro per il mondo. Così, colgo la palla al balzo e glielo presento. Il settenne mi guarda sospettoso, poi capisce che non è uno scherzo e inizia a farmi delle domande, vuole sapere quanto tempo bisogna studiare per diventare un ballerino etc. etc. Non che io desiderassi un figlio necessariamente ballerino, avevo proposto la danza come l’anno prima avevo proposto il karate, almeno però abbiamo potuto chiarire il concetto che tutti possono fare tutto, basta volerlo.

Le coincidenze, però, non finiscono qui, ci si mette pure un bellissimo albo a darmi una mano e il titolo è proprio Viva la danza! di Didier Lévy e Magali Le Huche per Edizioni Clichy. Nemmeno a farlo apposta ne è protagonista Ettore, un bambino un po’ agitato che i genitori iscrivono a danza per cercare di calmarlo. Ma il bimbo trova nella danza un piacere così forte che inizia a far tutto ballando, porta a spasso il cane ballando, va a scuola danzando e si lava persino i denti a passo di danza! I genitori sono frastornati, se prima era un bimbo vispo, adesso rasenta la stranezza e si preoccupano di ciò che potrebbe pensare la gente di lui e decidono di farlo smettere di ballare, niente più lezioni.

Ettore va alla sua ultima lezione di danza, il cuore gli batte più forte del solito e oplà, durante un salto spicca il volo e inizia a ballare volteggiando per aria. Quando il papà va a prenderlo lo trova a volteggiare a mezz’aria nella sala e s’innervosisce ancora di più. Cosa sta succedendo al figlio? Perché non riesce a scendere? Ettore intanto danza felice, in aria come in terra, perché la danza ti solleva, la danza è gioa ed Ettore non è mai stato più felice. Ovviamente, non vi svelerò il finale della storia, posso dirvi solo che vincerà la danza, quindi Viva la danza! Viva i bambini sulle punte, sulle mezze punte e anche quelli che volano!

 

L'autore di questo post

Specialista in crollo di librerie, appassionata di storie tanto da credere di viverne una ogni giorno. Siciliana, mamma, webwriter. Parlo poco e sorrido molto. Questa sono io.

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