Video Games. Piccolo manuale per videogiocatori

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Davide Morosinotto e Samuele Perseo, Video Games. Piccolo manuale per videogiocatori (illustrazioni di Marta Barone), Editoriale Scienza

Quando si parla di videogiochi sembrano alternarsi sempre due voci: quella di bambini e ragazzi – qui userò sempre il maschile, ma ovviamente la passione per i videogiochi non ha genere – appassionati, pronti a rimanere svegli fino a tardi davanti a uno schermo, quella di adulti (genitori, zii, nonni, insegnanti…) che scuotono il capo, mettono dei limiti, sequestrano cellulari o consolle, barattano ore di studio con ore di gioco o minacciano punizioni esemplari a suon di “Niente smartphone per tutto il week end”. La voce, invece, potrebbe essere unica, quella che non demonizza ma incoraggia una passione vissuta in maniera autonoma e responsabile.

Per parlarvi di Video Games. Piccolo manuale per videogiocatori, una novità Editoriale Scienza, parto quindi dal suo Epilogo perché qui ho trovato uno dei punti di forza del libro, ovvero i suoi autori.

Davide Morosinotto e Samuele Perseo sono appassionati di videogiochi da un tempo che, ripensandoci, sembra molto più lontano di quello che realmente è, un tempo senza tablet e cellulari, con giochi su floppy disk o su cassette, supporti che probabilmente molti ragazzi di oggi non saprebbero riconoscere.

Poi siamo cresciuti e i giochi sono cresciuti con noi. Siccome alcune persone ci dicevano che i video game fanno male, abbiamo iniziato a spiegare perché invece secondo noi erano fantastici. E siccome a volte queste persone avevano ragione (perché passavamo troppo tempo al computer e troppo poco all’aria aperta) abbiamo imparato che, come tutte le cose del mondo, l’importante è non esagerare.

I videogiochi sono cresciuti insieme a loro e sono in parte diventati anche il loro lavoro. Morosinotto per alcuni anni ha lavorato come traduttore per videogiochi e come tester e scrittore di testi per video games, Perseo ha lavorato nel mondo dei videogiochi all’interno del marketing, poi come producer e infine come narrative designer. I due, d’altronde, si sono conosciuti lavorando insieme a un videogioco (Joe Dever’s Lone Wolf), diventando così anche amici.

Gli autori, quindi, non puntano mai il dito contro i videogiochi, non si pongono su un gradino più alto da cui giudicare i ragazzi ma invitano, da pari a pari con un maggior bagaglio di esperienza, alla consapevolezza e alla conoscenza che portano, in maniera certamente più naturale ed utile dei divieti, a un uso autonomo e responsabile dei videogiochi.

Ogni capitolo del libro tratta un argomento ben specifico (Che cos’è un videogioco?, I videogiochi non sono tutti uguali, Ma quanto mi costi?, Giochiamo insieme?, Ma che maniere!, Pericolo videogiochi!, Il videogioco lo faccio io!), tutti esplicitati in maniera semplice e chiara, approfondendo anche aspetti storici o tecnici; fumetti e box riassuntivi danno movimento al testo e contribuiscono ulteriormente a mettere in evidenza i concetti più importanti.

L’intento di chi scrive è messo in chiaro sin dalle prime pagine: il libro, infatti, non vuole aiutare a superare i livelli più difficili dei videogiochi (d’altronde basta un semplice giro in rete per trovare consigli e trucchi a volontà), né serve per trovare giochi gratis o per scoprire come giocare di nascosto dai professori in classe.

A che cosa serve invece questo manuale?  A scegliere i giochi giusti per divertirsi con gli amici, a imparare cosa fare (o non fare) quando si gioca online, a spiegare ai genitori perché possono fidarsi di noi quando giochiamo.

In realtà il manuale va molto oltre questi tre punti e tanti sono i suoi aspetti interessanti. Tra questi il far  capire che (come è anche giusto che sia) non esistono videogiochi gratuiti, perché la creazione di un videogioco richiede molto lavoro e, a seconda del tipo di gioco, dei suoi livelli e della sua complessità, il tempo e la professionalità di diverse persone; per questo motivo anche i giochi free in realtà hanno un costo che è quello legato alla pubblicità. L’invito poi è di fare attenzione, soprattutto ai giochi che richiedono pagamenti anche minimi per avanzare di livello o per potenziare il proprio personaggio  (tanti piccoli pagamenti frequenti, senza rendersene bene conto, possono far raggiungere cifre consistenti) e ai giochi pirata, a volte pericolosi oltre che illegali.

Due altri punti su cui riflettere in particolar modo riguardano la possibilità di giocare in compagnia o di amici o di sconosciuti (e in quest’ultimo caso: come scegliere la community online più adatta a noi e alla nostra età; l’importanza di conoscere il linguaggio in codice dei giochi online e di tutelare la propria privacy) e le regole di comportamento da rispettare, imparando anche a difendersi da eventuali bulli online.

L’ultimo capitolo, poi, cambia la prospettiva, proponendo ai ragazzi di mettersi dall’altra parte dello schermo, consigliando anche dei software per mettersi alla prova: come si fa un videogioco?

Video Games. Piccolo manuale per videogiocatori, illustrato da Marta Barone, si lega (condividendo anche uno dei due autori) a un volume precedente, sempre edito da Editoriale Scienza all’interno della collana A tutta scienza, Cyberbulli al tappeto (di Davide Morosinotto e Teo Benedetti, ve ne abbiamo parlato qui), dedicato a internet e al bullismo online con particolare attenzione al mondo dei social networks.

L'autore di questo post

Classe 1982, pugliese, fiorentina d’adozione e con un debole per la Francia. Da quando ho scoperto A. A. Milne e Astrid Lindgren, mi è stato chiaro all’improvviso che cosa avrei fatto da grande e poco importa il fatto che un po’ grande lo fossi già. Da allora mi dedico alla letteratura per l’infanzia e ragazzi, tra studio, letture e i primi passi nel dietro le quinte del mondo editoriale.

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