Un ponte di libri (Sinnos)

Jella Lepman, Un ponte di libri, Sinnos

Fateci cominciare dai bambini per rimettere pian piano in sesto questo mondo completamente sottosopra. Saranno i bambini ad indicare agli adulti la via da percorrere.

Ci sono alcuni libri da accogliere come una festa. Questo è il caso del ritorno in libreria, con una nuova edizione e una nuova traduzione dal tedesco a cura di Anna Patrucco Becchi, di Un ponte di libri, l’autobiografia in cui Jella Lepman racconta che cosa è nato dalle macerie – non solo materiali – nella Germania del secondo dopoguerra, grazie ai libri per bambini e ragazzi.

Per chi conosce IBBY (Internation Board on Book for Young People), il nome di Jella Lepman non sarà una novità: è a lei infatti che si deve la fondazione di questa organizzazione internazionale no-profit che dal 1953 facilita l’incontro tra libri, bambini e bambine e ragazzi e ragazze. Credendo che i libri possano realmente aiutare bambini e adolescenti ad avere una migliore qualità della vita, IBBY da sempre si impegna perché abbiano accesso ai libri e alla lettura, soprattutto lì dove questo accesso è più difficile, nelle zone disagiate e remote… e certamente la Germania dopo Hitler era molto più che una zona disagiata e remota.

Ricostruire

Un ponte di libri è, attraverso la sua voce, il racconto di come, alla fine della Seconda Guerra Mondiale e accettando l’offerta dell’esercito americano, Jella Lepman ritornò in Germania come “consulente per le questioni culturali ed educative riguardanti le donne e i bambini nella zona di occupazione americana”. Capiamo subito come tornare in patria sia stata una decisione difficile da prendere. Non era stata semplice, per lei, la vita in Germania: donna intraprendente sin da ragazza, con un grande interesse per la letteratura e una propensione all’impegno sociale, si era sposata nel 1913 a 22 anni, rimanendo presto vedova e con due figli piccoli. Negli anni Venti era stata la prima donna assunta nel quotidiano della sua città, Stoccarda, e si era impegnata anche in politica; per le sue idee democratiche e per le sue origini ebraiche, con l’avvento di Hitler aveva perso il lavoro e, nel 1936, era emigrata a Londra. Jella Lepman accettò di tornate in Germania soprattutto per i bambini (“I bambini della Germania non erano forse altrettanto innocenti dei bambini di qualsiasi altra parte del mondo, vittime indifese di eventi tremendi?”) e prima di tutto viaggiò nella Germania occupata per osservare la situazione di donne e bambini, in modo da poter poi fare delle proposte di misure da attuare in ambito culturale.

Il primo intervento proposto da Jella Lepman fu l’organizzazione di una mostra dei migliori libri per bambini e ragazzi provenienti da diverse nazioni. I libri di questa mostra fondarono il nucleo della Internationale Jugendbibliothek di Monaco di Baviera, la più grande biblioteca internazionale per ragazzi, dove – oltre a leggere – si dipingeva, recitava, giocava e si discuteva in piena libertà. Tra le pagine del libro, seguiamo anche la nascita di IBBY e, al suo interno, del premio Hans Christian Andersen, definito dall’autrice come “il fratellino” del Premio Nobel.

Perché un ponte di libri?

Dalle parole di Jella Lepman emerge il profilo di una figura forte, intelligente, dotata di grande intuito, ironia e sensibilità. Tanto dobbiamo a Jella Lepman perché la sua intraprendenza le ha permesso di superare gli ostacoli della burocrazia, di aprire il cuore di molti alla condivisione dei suoi progetti (sia dal punto di vista economico, con la raccolta di finanziamenti, sia dal punto di vista della creazione di una rete di anime affini, pronte alla collaborazione per realizzare progetti apparentemente utopistici). Jella Lepman ancora oggi è grande forte d’ispirazione, e non solo per i soci di IBBY.

Un ponte di libri può essere considerato il testamento spirituale di Jella Lepman. Uscito per la prima volta in Germania nel 1964, mentre l’autrice viveva a Zurigo, dopo aver lasciato la direzione della Internationale Jugendbibliothek nel 1957, il racconto della sua storia personale le permette di voltarsi indietro e osservare quanto è stato fatto:

La Biblioteca Internazionale per Ragazzi e l’Organizzazione Internazionale per la Letteratura Giovanile ormai non erano più sogni, erano istituzioni solide e forti. Neanche la miopia e l’ottusità di incorreggibili burocrati era riuscita a cambiare il corso degli eventi. Già in molti angoli della Terra i bambini tenevano in mano gli stessi libri e s’incontravano su un ponte di libri. Era solo un inizio, ma le cui possibilità sembravano illimitate.

Continuare a costruire ponti di libri

Ad introdurre il racconto di Jella Lepman ci sono più voci: Silvana Sola, presidente di IBBY Italia, Christiane Raabe, direttrice della Internationale Jugendbibliothek, Wally De Doncker, presidente IBBY dal 2014 al 2018, oltre alla nota della curatrice e a quella dell’editore (quest’ultima scritta da Della Passarelli, direttrice editoriale Sinnos).

Sotto la stella sempre luminosa di Jella Lepman, IBBY continua a creare ponti e non muri, come ci dimostra in particolare IBBY Italia con il suo continuo impegno nei confronti dei piccoli lettori e dei loro diritti. Per approfondire che cosa è IBBY, il suo impegno e le sue iniziative, vi consiglio di consultarne il sito e di iscrivervi alla newsletter per essere sempre aggiornati sulle sue iniziative e leggere articoli sempre interessanti.

Sostenere IBBY, si può? Certo! Basta diventare soci, entrando a fare parte di una grande famiglia senza confini.

 

L'autore di questo post

Classe 1982, pugliese, fiorentina d’adozione e con un debole per la Francia. Da quando ho scoperto A. A. Milne e Astrid Lindgren, mi è stato chiaro all’improvviso che cosa avrei fatto da grande e poco importa il fatto che un po’ grande lo fossi già. Da allora mi dedico alla letteratura per l’infanzia e ragazzi, tra studio, letture e i primi passi nel dietro le quinte del mondo editoriale.

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