Un po' di luce nella notte nera di Rosa Luna e i lupi

Non tutti i lupi sono cattivi.

La fiaba di Cappuccetto Rosso, che noi tutti conosciamo bene, da tanti anni ci consiglia di fare attenzione al Lupo, ma, come abbiamo visto nel Cappuccetto Rosso illustrato da Roberto Innocenti (recentemente premiato a Barcellona proprio per la La niña de rojo, edito in Spagna da Kalandraka), il lupo può essere anche un uomo con cattive intenzioni; in Lupo & Lupetto, poi, abbiamo da poco conosciuto dei lupi che vivono tranquilli in cima a una collina, senza alcuna voglia di mangiare nonne e nipotine.

Anche in Rosa Luna e i lupi (pubblicato, come Lupo & Lupetto, dalle Edizioni Clichy) i lupi non mettono per niente paura, persino quando ci troviamo immersi in una notte nerissima.

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L’albo di Magali Le Huche (arrivata già in Italia con Gustavo Super-Caribù) si apre, infatti, nel buio di un’età in cui la Luna non esiste ancora. All’inizio vediamo solo il profilo di un bosco e delle luci lontane di un paese che, dal nome, non promette nulla di buono: il paese dei Noncontenti!

Chi vi immaginate possa abitare il paese dei Noncontenti? Volti arcigni, gente brontolona e facce accigliate? Allora immaginate bene, almeno prima di incontrare Rosa Luna.
Rosa Luna è molto tonda e bella nel suo vestito giallo, ha la pelle bianchissima, le guance rosa e canta sempre, qualunque cosa faccia, tutto il giorno. Ha una voce che incanta, alcuni vicini quasi sorridono ascoltandola, ma la maggior parte dei Noncontenti proprio non la può sopportare: troppo grassa, troppo sorridente, troppo bianca!

Rosa Luna non vuole dispiacere i suoi concittadini, così ogni notte va a cantare in fondo al bosco, dove tutti i lupi della foresta accorrono per ascoltarla, attenti e commossi.

Una mattina, invece di farla andare via da sola, i lupi la seguono fino al villaggio, scontentando nuovamente i Noncontenti che, probabilmente, non vedevano l’ora di avere un motivo in più per lamentarsi. Il resto lo lascio scoprire a voi.

La storia di Rosa Luna è molto poetica; ogni qualvolta ci ritroviamo con lei nel bosco sembra quasi di sentire il silenzio della notte e una voce che giunge da lontano. Quando poi, nostro malgrado, ritorniamo nel paese dei Noncontenti c’è solo disordine e frastuono, la poesia cede il posto a una realtà in cui la maggioranza decide chi va bene e chi no; chi non va bene deve essere emarginato o, meglio ancora, gettato il più lontano possibile. Un albo in cui assistiamo alla nascita della Luna, insieme ai lupi che, da allora, continuano a ululare (e ora sappiamo perché). 

L'autore di questo post

Classe 1982, pugliese, fiorentina d’adozione e con un debole per la Francia. Da quando ho scoperto A. A. Milne e Astrid Lindgren, mi è stato chiaro all’improvviso che cosa avrei fatto da grande e poco importa il fatto che un po’ grande lo fossi già. Da allora mi dedico alla letteratura per l’infanzia e ragazzi, tra studio, letture e i primi passi nel dietro le quinte del mondo editoriale.

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