Tramedautore: L’ultimo autobus di Amarawansa

Dal 13 al 22 settembre a Milano c’è un festival di teatro molto speciale. Si chiama Tramedautore e l’organizza il Centro nazionale di drammaturgia contemporanea Outis, in collaborazione col Piccolo Teatro.

Perché ci piace? Prima di tutto perché propone dei testi nuovi, di autori molto spesso giovani e che sarebbe difficile conoscere altrimenti. In secondo luogo per la sua internazionalità: ogni anno guarda a uno o più paesi lontani e, senza compiacersi nel gusto dell’esotico, ce li fa sentire più vicini.

Dopo aver ospitato importanti esponenti del teatro africano, quest’anno Tramedautore ha deciso di viaggiare sulle rotte del subcontinente indiano, toccando in particolar modo India, Bangladesh, Sri Lanka e Pakistan.

Il festival ha inaugurato venerdì il suo ricco programma – pieno di eventi, spettacoli stranieri in lingua originale e di autori italiani, installazioni, musica, conferenze e cicli di incontri – con la lettura scenica di un testo intitolato Last bus Eke Kathawa, del regista, designer e pittore cingalese Dhananjaya Karunarathne.

Nel suggestivo chiostro Nina Vinchi del Piccolo, Leonardo Manera – per la regia di Marco Rampoldi – ci ha regalato uno squarcio di Sri Lanka raccontando la triste vicenda di Amarawansa, basata su di una storia realmente accaduta durante le insurrezioni del partito del Fronte di Liberazione del Popolo nel 1989.

Il figlio diciottenne del povero bracciante protagonista viene sequestrato dalle autorità nel corso della rivolta. Amarawansa, disperato, decide di rivolgersi alle autorità e in particolare al Capo Ministro il quale però, invece di aiutarlo, finisce col sequestrargli anche la bella moglie, offrendogli in cambio una cospicua somma di denaro.

Ma Amarawansa non può sostituire gli affetti con la ricchezza. Lo ritroviamo sull’ultimo autobus notturno – il last bus del titolo – ubriaco e disperato, mentre racconta la sua storia ai passeggeri, per poi distribuire loro tutti i soldi ricevuti.

Manera ha ben reso il carattere satirico del testo, indagando con leggerezza, umorismo e pathos la crisi di un uomo e di un’intera società non così lontana dalla nostra. Un viaggio al termine della notte che trova nel linguaggio veloce e diretto quasi i contorni crudeli di una fiaba urbana.

E se questo era solo l’inizio del festival, non ci resta che scoprire il resto.

Il programma è consultabile sul sito:

http://www.outis.it/tramedautore/

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