Sulla torre di un castello…

Sai Marta, mamma e papà hanno abitato nella torre di un castello. Dai papi, ma davvero? E dove stava questo castello?

Marta, ti ricordi quando abbiamo letto il libro* "La torta nel cielo"? Beh, in una borgata vicino a quella dove vivevano Paolo e Rita. Anche li vivevano "li marziani" ma, fortunatamente, erano gentili e simpatici. Sempre, tranne quando perdeva la "Roma", la loro squadra del cuore.

Papi, ma con voi vivevano anche la regina e il re? Si Marta, in verità, in quella borgata, ci sono, ancora oggi, tante regine e tanti re. E non solo. Ci sono tanti principi, principesse e nobili cortigiani (o almeno credono di esserlo). Ognuno pensa di comandare su qualcosa o su qualcuno! E le persone, papi, cosa dicono? Nulla Marta. Glielo lasciano credere.

Papi, ma voi cosa facevate? Tante cose Marta. Bastava andare in giro a passeggio e, ad ogni angolo, c'era qualcosa da visitare. Ma la cosa più interessante era osservare le persone parlare tra loro. Sguardi, gesti e conversazioni erano un vero e proprio spettacolo dal vivo.

A proposito, spesso mamma ed io andavamo ad ammirare "er Colosseo", un antico teatro in cui i leoni cercavano di fare amicizia con gli uomini. Questi ultimi, che venivano chiamati "li Gladiatori", non capivano le reali intenzioni dei loro compagni di scena e pensavano che fosse necessario recitare con elmo, scudo e spada. E le persone, papi, cosa dicevano? Nulla Marta. Si limitavano a mostrare il pollice. "Recto" o "verso", a seconda se tifavano per gli uomini o gli animali.

Insomma papi, vi piaceva vivere in quel castello. Si Marta, tanto. Eravamo proprio in un bel posto e con tanti sogni da realizzare, proprio come in una fiaba.

E adesso, papi? Adesso non abitiamo più in un castello ma abbiamo realizzato il sogno più importante. Quale, papi? Nella nostra casa non ci sono regine e re. Ne tanto meno principi, principesse e nobili. Ma ci sei tu e la tua sorellina. E come nel finale di una fiaba, tutti vissero felici e contenti.

*P.S. "LA TORTA IN CIELO", Gianni Rodari
Una gigantesca torta ritenuta un’astronave marziana è stata, per alcune settimane, l’argomento di “tendenza” delle chiacchierate pre-nanna. La prima lettura “lunga” con e per Marta. Al grido de “Li marziani”, abbiamo parlato di noi e del mondo che ci circonda. Non ogni sera ma ogni sera che ne abbiamo avuto voglia, abbiamo esplorato, capitolo per capitolo, la “Torta in cielo” di Gianni Rodari: la saga avvincente di due bambini che, superando le reticenze degli adulti e guardando alle cose per quello che sono, svelano dietro l’apparente pericolo una gigantesca leccornia, tutta da gustare. Nonostante una lettura ed un ritmo non sempre all’altezza da parte del narratore (cioè io), Marta è quasi sempre riuscita ad arrivare in fondo al capitolo della sera e quando non c’è riuscita per il “troppo sonno”, il giorno dopo, ha preteso che le rileggessi i passaggi principali quasi a volerli memorizzare per non dimenticare nulla della vicenda di Paolo e Rita. Tanti spunti e tante occasioni per divagare: le borgate romane e il dialetto romanesco, i dialoghi surreali tra Dedalo e Diomede, il Professor Zeta e l’indifferenza per le conseguenze della sua attività scientifica. L’autore conclude dicendo che “ce ne sarà per tutti, un giorno o l’altro, quando si faranno le torte al posto delle bombe”. In attesa che ciò accada, Marta ed io abbiamo goduto a sufficienza del nostro pezzo di torta.

L'autore di questo post

Nato e cresciuto a Napoli, divento papà a Bologna ormai quarantenne. Racconto storie più o meno ordinarie di un papà alle prese con le sue due figlie. Un'avventura mozzafiato. Una quotidianità ad ostacoli. Un tempo della vita eroico durante il quale non è concesso nessun cedimento. Unica via di uscita: passione e fantasia!

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