Toc, toc… casa Prìncipi & Princìpi?

Una rubrica per conoscere le pietre-parole di una casa editrice

Oggi entriamo alla Prìncipi & Principi, casa editrice nata come emanazione diretta della Rauch Design & Signages – insomma un posto dove l’immaginario e le sue suggestioni visive stanno molto a cuore.

Premio Andersen 2011 per il miglior progetto editoriale, casa Prìncipi & Principi ha anche una bella dependance (il blog: http://principieprincipi.blogspot.it/) dove ci si può accomodare e conoscere le novità più interessanti dell’editoria per ragazzi, le mostre e i corsi d’illustrazione del momento, ma anche la storia e le opere dei grandi nomi dell’illustrazione italiana e internazionale. 

Bene, allora … toc, toc … si può?

Certo, prego, accomodatevi lì … Ob!

Il cammello del Libro delle bestie di Rudyard Kipling ci fa entrare e ci indica un bel divano rosso. Come è gentile … si vede che ha imparato la lezione e ha iniziato a darsi da fare!

Questo ultimo meraviglioso classico si trova proprio a suo agio in casa Prìncipi e Principi, e mentre il piccolo d’Elefante ci offre una tazza di tè con il naso nuovo nuovo che gli ha fatto il Coccodrillo, noi incontriamo i padroni di casa.

Una delle vostre più splendide collane, da cui viene anche quest’ultimo raffinatissimo Libro delle bestie di Rudyard Kipling illustrato da Daniela Pellegrini, si chiama ‘Piccola Biblioteca dell’immaginario’: come vi è venuto in mente di mettere insieme proprio queste tre parole e che significato hanno avuto nella costruzione della vostra casa?

La parola chiave delle tre che danno il titolo alla nostra collana è, naturalmente, “immaginario”, perché si riferisce alla nostra formazione di graphic designers e, in senso lato, al nostro amore per le immagini, le figure, le figurine. Ma ci sono anche testi importanti in questa collana illustrata, degni di figurare in qualsiasi “biblioteca”, anche se “piccola”.

Ci sono altre parole importanti che avete utilizzato per costruire le fondamenta della vostra casa?

C’è una parola che ci piacerebbe fosse messa a fondamenta per chiunque opera nel settore dell’editoria e della comunicazione, sopratutto per i più giovani e per i bambini, ed è “responsabilità”. È una parola difficile, impegnativa però essenziale che metterei accanto ad un altra parola, “didattica”, accompagnata magari dall’aggettivo “civile”. 

Vi è mai capitato di mettere a dura prova queste parole?

Queste parole sono messe a dura prova ogni giorno perché ci viene spesso rimproverato di essere poco “leggeri”, poco disponibili ad abbassare i toni, restii ad arretrare dalle nostre posizioni. Per usare ancora parole, ci sforziamo di continuare a parlare di “razzismo”, di “integrazione”, di “identità”, di “adozione” ecc. Questo per quanto riguarda i contenuti. Formalmente siamo affezionati alla parola “qualità”.

Ci sono parole che non lascereste mai uscire da casa vostra?

Tutte quelle che abbiamo già detto. Lasceremmo volentieri fuori le parole che si riferiscono alla “faciloneria”, al “pressappochismo”, alla “commercializzazione” becera e sciatta delle proposte.

Grazie Principi per il tempo passato insieme, questa casa è davvero un posto dove abitare se abitare il mondo significa farsi delle domande, e però anche mettersi nella condizione di chi prova a dare delle risposte.

 

 

 

 

L'autore di questo post

Sono nata a Pesaro nel 1974. Sono autrice di una raccolta di racconti, tre libri per bambini e una storia su un re un po' strano che si chiama Arcifungadue, la trovate su Yuri la rivista. Quasi ogni giorno leggo storie ai bambini e ai ragazzi. Studio e lavoro per la costruzione della loro lingua individuale.

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