Toc, toc… casa Corraini?

Se c’è una cosa che non ho mai capito bene, è il motivo per il quale al disegno dei bambini venga dato tanto valore e peso solamente in casi di catastrofi naturali o eventi drammatici; allora, in questi casi, nei casi in cui i bambini subiscono la violenza di un terremoto o di una guerra o di un abuso, in questi casi, dico, il disegno è considerato una terapia, un modo di capire, un senso dato alle cose, una cosa stessa che deve rimanere com’è: non mutabile dalla mano adulta, non cancellabile.
Poi, tutti i giorni, tranquillamente, l’adulto si permette di mettere mano ai disegni dei bambini, di rimodellarli, di passarci sopra una gomma, perfino.
Forse sarebbe il caso di curare questa anomalia e si potrebbe provare a farlo sfogliando un libro al giorno: per ricordarsi del potere salvifico del disegno – del suo potere creativo; consiglierei allora di avere tra le mani un libro fatto in questa casa qui, la Corraini edizioni.
Marzia e Maurizio Corraini conservano da quarant’anni, in questa casa nel centro di Mantova, il senso nitido, semplice e terribile (perché grande) dell’atto del disegnare, e confessano che la cosa che sta a cuore più di tutto, nel loro lavoro, nel loro modo di intendere il libro come progetto, è il concetto prezioso e unico di autorialità. Il che significa far parlare l’autore lasciandogli quanto più spazio possibile, anche nella forma.

La forma come concetto, la forma informe, anche, quella primitiva, casuale che è anima dello scarabocchio.
Cosa pensate se dico: scarabocchio?
Vi sembrerà strano, oppure no, ma quando dico ai bambini di fare uno scarabocchio, quelli il più delle volte si offendono, come se stessi dicendo loro di fare un disegno brutto, come se stessi dicendo, cioè, che loro possono farne, di disegni brutti.
Ma non è mica un’idea dei bambini questa: siamo noi adulti che chiamiamo scarabocchi i loro disegni, quando questi disegni non ci piacciono e dai nostri nasi arricciati i bambini imparano a pensare allo scarabocchio come a una forma brutta, non compiuta, non sensata, perché ‘non bella’.
Allora, che razza di meraviglia c’è su questi muri, di questa casa, sì, che razza di meraviglia sono gli Scarabocchi di Taro Gomi?
Una lunga serie di Scarabocchi che ribaltano l’automatismo dei vecchi albi da colorare dove il disegno è una confezione già pronta e che si sviluppano come laboratorio del gesto, sempre diversi e originali.

Beh, vediamo un po’ che parole si è lasciata scappare questa casa:
autorialità, scarabocchio, disegno.
Non ci sarebbe adesso modo migliore di salutarvi che con le parole di un grande artista che di disegno ha riempito la sua vita, perciò è proprio quello che farò, eccovi John Berger, che in un libro intitolato ‘Sul disegnare’ scrive:

Per un artista disegnare è scoprire. Non è soltanto una bella frase, è letteralmente vero.

In casa Corraini hanno lasciato fare gli artisti a modo loro, perché potessimo capire un po’ di più quanto possano essere artisti i bambini nel momento in cui approdano alla forma liberamente, originalmente.

 

 

 

L'autore di questo post

Sono nata a Pesaro nel 1974. Sono autrice di una raccolta di racconti, tre libri per bambini e una storia su un re un po' strano che si chiama Arcifungadue, la trovate su Yuri la rivista. Quasi ogni giorno leggo storie ai bambini e ai ragazzi. Studio e lavoro per la costruzione della loro lingua individuale.

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