Sushiamo?

No no no, questo articolo non vi insegnerà a preparare il sushi (uno, perché non siamo mica su Focaccine o qualche altra rubrica gustosa di HeyKiddo; due, perché malgrado i vostri sforzi, non riuscirete mai a riprodurre un autentico sushi a casa! Sapete quanto ci vuole  diventare maestri del sushi? Anni! Quindi non è cosa da spiegare in una rubrica piccina come questa) ma vi racconterà un sacco di cose interessanti su questo cibo giapponese che abbiamo imparato ad amare e c’è di più: vi insegnerà un po’ di buone maniere per quando andrete al ristorante giapponese.

Prima di tutto: sapevate che in realtà il sushi non ha origini giapponesi? Infatti i cinesi e i coreani  utilizzavano il metodo di conservazione del pesce nel riso cotto già nel quarto secolo: la fermentazione del riso faceva aumentare l’acidità dell’ambiente in cui veniva conservato il pesce riuscendo così a preservarlo per mesi interi. In Giappone diventò usanza consumare il riso fermentato insieme al pesce (non so, non sembra molto invitante, vero?) e solo nell’800 si abbandonò l’abitudine di far inacidire il riso e si ottenne un più gradevole risultato con l’aggiunta di aceto.

Il nigiri-zushi, la polpettina con il pesce crudo sopra che tutti conosciamo, nacque nel trafficato mercato del pesce di Tokyo come spuntino veloce per i clienti del mercato e per gli stessi mercanti. Ebbene si: che ci crediate o no, il sushi nasce come fast food!

Ma ora veniamo alle buone maniere: come lo mangiate voi il sushi? Se non sapete usare le bacchette non preoccupatevi: il sushi può essere mangiato anche con le mani, a patto che lo mangiate in uno, massimo due bocconi.

Parliamo di wasabi: è considerato scorretto sciogliere il wasabi nella salsa di soia, piuttosto una piccolissima dose andrebbe prima sul pesce, e che il nigiri  quindi possa  essere “pucciato” nella salsa di soia dalla parte del pesce (e non del riso, che si spappolerà dentro la ciotolina causando quell‘antipatica situazione di chicchi di riso sparsi ovunque)- so che è difficile ma a quanto pare è l’etichetta!

Ricordatevi, qualora stiate gustando un Sushi moriawase, o un piatto di nigiri misti, che il tamago sushi (il nigiri con l’uovo, per intenderci) va gustato prima di tutti gli altri tipi, per preparare il palato al gusto del pesce. Tra un nigiri e l’altro ricordatevi di mangiare un pezzettino di zenzero sottaceto, per pulirvi le papille gustative e renderle neutre per l’assaggio successivo.

Non passatevi mai il sushi fra amici con le bacchette: è considerato di cattivo auspicio, quindi fate in modo che poggi sempre su un piatto prima di prenderlo.

A fine pasto riponete sempre le bacchette sull’apposito poggia bacchette,in Giappone si crede porti sfortuna lasciarle nel piatto. Così come gli avanzi: non solo sarebbe di mal augurio lasciare qualcosa nel piatto ma sarebbe considerata grande maleducazione.

In Giappone quando viene servita una pietanza si dice “Itadakimasu” (io ricevo), per ringraziare del cibo ricevuto. All’uscita del ristorante ci si inchina verso il cuoco (solitamente a vista nei ristoranti di sushi autentici) e si dice “Gochiso sama deshita” (letteralmente: è stata una festa- per il palato, si intende).

Un libro carino circa tutte queste curiosità sushiose è The little black book of sushi con queste e tante altre informazioni interessanti. Mi raccomando, assicuratevi di andare sempre in ristoranti Giapponesi di qualità, con il pesce crudo non si scherza! Itadakimasu!

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1 commento su "Sushiamo?"

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