Su e giù con le immagini tra le fiabe italiane di Calvino

Oggi tramandarsi le favole col passaparola sembra un’impresa e un concetto quasi antidiluviano. Forse riusciremmo a farlo attraverso il computer passandoci delle brevi frasi con un post su facebook o un tweet…ma, diciamocela tutta, non sarebbe affatto la stessa cosa e poi credete che i bambini possano addormentarsi con fiabe della durata di pochi minuti? Chi è mamma,nonna o babysitter si sta facendo una grassa risata (ehm..forse di disperazione).

Le fiabe però mantengono ancora intatto il loro valore e il fascino che esercitano sui bambini, oltre ovviamente al loro potere educativo. Fino a non troppi anni fa, prima che venissimo catturati dalla televisione e poi da social network e i-pad, la pratica dello scambio e della costruzione a voce di favole per bambini era cosa comune. Italo Calvino ha impiegato 2 anni per costruire una raccolta di fiabe della tradizione popolare italiana, immergendosi a pieno in un mondo di fate, cavalieri, palazzi incantati, mantelli che rendono invisibili, lupi e chi più ne ha più ne metta. Tra l’altro pare che Calvino al termine di questi due anni non volesse più tornare con i piedi per terra nel mondo reale…e come dargli torto! Comunque,come tutti noi, fu costretto a farlo e questa sua full immersion ha permesso di dare alla luce nel 1956 la raccolta “Fiabe italiane” pubblicata da Einaudi, in cui ogni regione e ogni dialetto trova la sua fiaba a rappresentarlo.

Il 20 ottobre è stata inaugurata a Roma una mostra laboratorio dedicata a bambini e ragazzi che amano perdersi ad ascoltare fiabe ma anche ad adulti che hanno voglia di riscoprirle insieme a loro. L’evento, che arriva a Roma da Bologna, è una produzione della cooperativa culturale Giannino Stoppani in collaborazione con il Ministero dell’istruzione e a cura dello Scaffale d’oro del Palazzo delle Esposizioni.

In un mondo sempre più veloce e immediato le immagini sono un ottimo modo per avvicinare i bambini alla scoperta delle favole tradizionali. Diciotto illustratori (10 italiani e 8 francesi) sono stati chiamati a rappresentare attraverso le figure alcune delle fiabe della tradizione italiana raccolte da Calvino. Una fiaba per ogni illustratore da cui è nata una mini galleria di immagini frutto del mix di idee e stili di ognuno. 36 tavole per 18 fiabe che rispecchiano la ricchezza della diversità che fa parte delle mille tradizioni delle regioni italiane.

Si parte con “E sette!” una fiaba della riviera ligure messa in immagine dalla pittrice e illustratrice francese Valerie Dumas. Per le fiabe di area piemontese c’è “Il pappagallo”, la storia di un re che si trasforma in pappagallo per inseguire il suo sogno d’amore, illustrata da Pia Valentinis. La storia di re Crin è invece stata affidata alla fantasia dell’illustratore francese Yan Nascimbene mentre Agnese Baruzzi si è cimentata con la tecnica del ritaglio e collage su legno per rappresentare la fiaba in rima “il lupo e le tre ragazze”. “Il paese dove non si muore mai” è invece la fiaba veronese illustrata dal francese George Lemoines. La mostra continua con Michel Galvin che interpreta a modo suo l’incontro tra la Strega Bistrega e Pierino Pierone, Vanna Vinci che ha illustrato “Zio lupo” la paurosa versione romagnola di Cappuccetto rosso, “Belmiele e Belsole rappresentato da Chiara Carrer e Vittoria Facchin che si è cimentata con “Colapesce”. E la lista continua con tanti altri bravissimi giovani illustratori.

La mostra si compone anche di un laboratorio d’arte per scuole e famiglie che ruota intorno alla fiaba “Zio lupo”.  I bambini (dai 3 ai 6 anni con i genitori e per le scuole dell’infanzia e primaria) potranno inventare nuove versioni della strafamosa favola di Cappuccetto rosso attraverso il linguaggio delle illustrazioni. Ci si renderà conto di come la favola più nota che più nota non si può (alzi la mano chi non la conosce!) cambi faccia a seconda delle regioni d’Italia e delle persone che hanno contribuito a farla girare in lungo e in largo per lo stivale. Il significato del racconto rimane stabile ma cambiano i personaggi, i luoghi, i dettagli. Nella versione romagnola troviamo una bambina golosa di frittelle che viene mangiata da un cattivissimo zio lupo entrato a casa sua dal camino lasciato aperto mentre la bimba è impaurita sotto le coperte. Restano una mamma protettiva e la mantellina rossa ma non c’è alcuna traccia di nonne boschi e cacciatori! I fratelli Grimm sono molto lontani. Il cestino è persino una padella! Mentre nella fiaba “il lupo e le tre  ragazze”, della zona del lago di Garda, si sente maggiormente l’influsso tedesco dei Grimm ma al posto di una bambina abbiamo tre sorelle. Insomma largo alla fantasia e alle rivisitazioni…e chissà quali saranno le proposte e le idee dei kids di oggi!

Ma aspettate perché non finisce qui. Dato che “una fiaba tira l’altra” è stato organizzato anche un gruppo di lettura per scuole e famiglie. Quattro pomeriggi (sabato 27 ottobre, 10 novembre, 8 dicembre, 12 gennaio) in cui i bambini potranno sedersi comodamente e deliziarsi con aneddoti, letture e curiosità sulle favole di Calvino.

Siete pronti a mettervi in viaggio attraverso le fiabe?

La mostra, ad ingresso gratuito, si tiene a Roma al Palazzo delle Esposizioni dal 20 ottobre al 20 gennaio 2013.

L'autore di questo post

Nessun commento su "Su e giù con le immagini tra le fiabe italiane di Calvino"

Dicci cosa ne pensi!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *