Studiare d'inverno? Sì, ma con la tazza giusta

Non stiamo parlando di energizzanti, bottigliette dai colori fluorescenti o cose del genere. Qui si andranno ad indicare esattamente le bevande che sono alleate di tutti noi, studenti che stanno preparando gli ultimi esami, le ultime verifiche, le interrogazioni rognose prima di Natale, o perché no anche di lavoratori e (urgh!) professori. Quindi, tenete filtri e alambicchi a portata di mano: ecco a voi il pagellone più dolce e pieno di coccole da buongustai che abbiate mai letto.

Quinta posizione: l’ amatissima cioccolata calda. Spesso è meglio accompagnarla con ciuffetti golosi di panna montata, ma bisogna avere una tazza dalla forma adatta, che lasci sfogare la vostra creatività. Siamo tutti d’accordo che bere la cioccolatona sia una delle grandi benedizioni della vita, ma ne è stata scientificamente dimostrata l’inutilità nello studio, semplicemente perché è troppo buona. Non riuscirete più a concentrarvi su nient’altro. Insomma, questa bevanda va utilizzata per relax e passatempo, soprattutto se in gradita compagnia, davanti al caminetto nelle serate innevate.

Quarta posizione: arriviamo al lattemiele. Modo molto carino per indicare il latte caldo con un goccio di miele mescolato dentro, preferibilmente d’acacia, che di solito viene somministrato alle persone raffreddate o con abbassamenti di voce improvvisi. Fa benissimo, riscalda dal pancino all’anima, e renderà tutto più sopportabile.

Terza posizione: il classico caffè. Qui siamo sul tradizionale, e come tutti sapranno il caffè è sfruttatissimo per mantenere l’energia quando bisogna proprio studiare quelle sei ore di fila, oppure per mantenersi svegli e fare la notte bianca di super-ripasso prima della grande prova. Amici lettori, tutto ciò è sbagliatissimo. Eppure, la magia del caffè, col suo bell’aroma avvolgente, è irresistibile. Quindi, facciamo un pieno di forza grazie alla santa tazzina, ma non esageriamo!

Seconda posizione: i sottovalutati infusi! Non so voi, ma spesso l’agitazione pre-esame crea vari ammutinamenti nel sistema digestivo dei poveri studenti. Quello è il momento di avvolgersi nella copertina di tartan e farsi un infuso. Non cominciate a storcere il naso come fanno certi signorini davanti alla minestrina, credendo di dover ingurgitare un liquido insapore e fastidioso. In realtà ci sono miliardi di infusi diversi, tutti con sapori buonissimi ed effetti variegati! Dato che siamo in una rubrica magnanima che vi vuole bene e vi consiglia, ecco a voi i miei gusti di infuso preferiti nei momenti di stress da studio: ribes nero + ginseng + vaniglia dal tocco agrodolce;  fragola + mango quando c’è da impegnarsi nei cambi di stagione; arancia + cannella + limone in inverno, tonifica; lampone + echinacea per avvolgersi nella dolcezza. Vedrete che toccasana!

Prima posizione: chi mi conosce bene avrà già immaginato a chi spetta l’onore del primo posto. Sto parlando del sacro, imperituro, eterno amico . Il tè è un compagno discreto, perciò si presta bene a stare con noi mentre rileggiamo, prendiamo appunti e note, studiamo, ripassiamo, e ci tira su nei momenti di depressione e bassa autostima. Una volta entrati nel tunnel della teina, capirete anche voi la sensazione che si prova nell’abbraccio del tè – scoprirete le varie tipologie, le provenienze, come cambia il sapore a seconda del tempo d’infusione, il colore, quanto latte, miele, zucchero o limone aggiungere. E mi ringrazierete.

Buono studio e buone bevute!

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1 commento su "Studiare d'inverno? Sì, ma con la tazza giusta"

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