Storie di calzini e altri oggetti chiacchieroni (Il Castoro)

Bernard Friot, Storie di calzini e altri oggetti chiacchieroni, illustrazioni di Silvia Bonanni, Il Castoro

Certamente è una lettura che mette di buonumore quella di Storie di calzini e altri oggetti chiacchieroni, il nuovo libro di Bernard Friot edito in Italia da Il Castoro con la traduzione di Davide Tolin.

Ad accompagnare il lettore è lo stesso autore che compare in prima persona all’inizio del volume per farci conoscere Enzo, il protagonista di tutte le storie raccontate. Enzo, da buon personaggio letterario, esiste pur non esistendo nella realtà: si è presentato all’immaginazione dello scrittore così come ora si presenta al lettore e sarà sua la voce narrante dei brevi racconti che compongono il libro.

Come per Il mio mondo a testa in giùAltre storie a testa in giù e La mia famiglia e altri disastri, le illustrazioni sono opera di Silvia Bonanni.

Oggetti chiacchieroni

Mentre scorrono le pagine del volume scorrono anche i giorni, segnati dalle date di un calendario affisso in alto, prima di ogni storia. È incorniciato, così, quasi un anno, seppur discontinuo, di chiacchiere (dal 26 settembre al 3 luglio).

Enzo, con il suo buon orecchio, sente la voce degli oggetti intorno a lui: il cuscino, le scarpe da ginnastica, il pettine, i calzini, la cartella… Non può mai stare tranquillo perché gli oggetti che lo circondano sono dei bei chiacchieroni, a volte hanno delle richieste – come la penna che gli chiede di scrivere una poesia o il quaderno che vuole che il bambino si faccia avanti in classe per difendere un compagno punito ingiustamente – a volte raccontano storie e segreti di famiglia, altre volte ancora suggeriscono a Enzo che cosa dire o che cosa cucinare. Per il bambino questo confronto, oltre a essere molto divertente, si rivela una risorsa, per la sua autonomia e la sua crescita.

A un certo punto però le chiacchiere lasciano il posto al silenzio e alle parole si sostituisce uno spazio vuoto da riempire: le ultime pagine del libro passano infatti il testimone al lettore. Quando gli oggetti intorno a Enzo smettono di parlare e il suo libro giunge alla fine, il bambino invita i lettori a mettersi a loro volta in ascolto degli oggetti intorno a loro per completare le pagine quadrettate rimaste bianche in fondo al libro.

Un invito che, in questi giorni di isolamento a casa, potrebbe rivelarsi ancor di più, rispetto alle intenzioni della pubblicazione, un bel gioco di scrittura e creatività per molti bambini.

Animismo e infanzia

Leggendo, giorno dopo giorno, le avventure di Enzo, ho pensato subito alla Pimpa: come per il celebre personaggio di Altan, anche qui è l’animismo a contraddistinguere la narrazione. L’animismo, con la sua attribuzione di sentimenti e volontà (e parole) a tutti gli esseri, anche a quelli inanimati, è una delle caratteristiche principali dell’infanzia e segna la crescita dei bambini fino ai sette anni circa. Nulla toglie, però, che anche passata questa fase i bambini possano, grazie all’uso di ironia e fantasia, dare vita al mondo che li circonda, facendo parlare, attraverso gli oggetti, anche il loro sentire più intimo.

Protagonista della cultura per l’infanzia

Bernard Friot ha vinto nel 2019 il Premio Andersen come Protagonista della cultura per l’infanzia, la motivazione della giuria ben riassume l’attitudine e l’opera dello scrittore francese, un autore – giustamente – tra i più riconosciuti, premiati e stimati:

“Per l’impegno a tutto tondo a favore della cultura per l’infanzia, non solo come narratore in proprio ma anche come traduttore e interprete della lezione rodariana, vivificata e personalizzata nella pratica, generosa e quotidiana, degli incontri con bambine e bambini, insegnanti e genitori, intorno al potere, pure ludico, della parola e dell’arte”.

Già presente nel catalogo del Castoro con diversi titoli, Storie di calzini e altri oggetti chiacchieroni conferma la capacità di Friot di rivolgersi all’infanzia riconoscendone la voce, creando un dialogo stimolante grazie a una scrittura sempre ironica e creativa.

L'autore di questo post

Classe 1982, pugliese, fiorentina d’adozione e con un debole per la Francia. Da quando ho scoperto A. A. Milne e Astrid Lindgren, mi è stato chiaro all’improvviso che cosa avrei fatto da grande e poco importa il fatto che un po’ grande lo fossi già. Da allora mi dedico alla letteratura per l’infanzia e ragazzi, tra studio, letture e i primi passi nel dietro le quinte del mondo editoriale.

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