Storie da mangiare: prima puntata

PHOTO CREDIT: Maddalena, ovviamente! Ecco il primo dei suoi volti di pappa!

Perché creare delle facce utilizzando frutta, verdura, biscotti, pasta e via dicendo?

Una prima motivazione – e la più importante – può essere quella di aiutare i bambini ad avere meno paura del cibo. Il rapporto con quest’ultimo, infatti, è molto spesso più complesso e contraddittorio di quanto si pensi, già in tenera età. Ed è proprio da piccoli che si può e si deve costruire una relazione il più armoniosa e serena possibile con quello che mangiamo, che deve essere allo stesso tempo piacere e dovere nei confronti di noi stessi, attenzione e gioco, cura e fantasia.

Un secondo motivo è che gli alimenti, soprattutto quelli naturali, sono belli e si prestano all’arte. Il rosso dei pomodori, l’arancione delle carote e delle albicocche, il viola delle melanzane, il rosso scuro delle ciliegie e quello birichino delle fragole – per non parlare poi del giallo limone, del rosa intenso delle cipolle, del colore brunito della pasta integrale e di quello bianco del riso: da sempre la tavolozza degli artisti ha preso spunto dagli alimenti, che molte volte sono diventati anche parte integrante nella produzione del colore.

E vogliamo parlare delle loro forme e dimensioni? Basta solo un pizzico di fantasia per scorgere un sorriso in una banana o in una fetta di anguria, un paio di occhi in due acini d’uva, un cespuglio di capelli arruffati in un cespo di insalata, delle lentiggini nei pinoli e delle buffe orecchie in due conchiglie di pasta. La cucina può facilmente trasformarsi nel più creativo e divertente degli atelier!

Infine, un’altra ragione – lo confesso – è che non ho mai veramente imparato a disegnare, nonostante tutti i miei sforzi. Attraverso frutta, verdura, pasta e cereali ho finalmente trovato il modo – per quanto bizzarro possa sembrare – per esprimere la mia creatività visiva, oltre che un definitivo affrancamento da quello che è stato per anni un rapporto difficile con il cibo. Accompagnate da storie e parole – da sempre il mio vero e grande amore – queste buffe facce vogliono far riflettere, divertire, sorridere e fantasticare.

Affinché l’unica finestra da saltare – se non si vuole mangiare la minestra – non sia quella di casa ma quella – ben più costruttiva e magica – tra realtà e fantasia.

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