Mr. Potato

Mr. Potato va pazzo per l’estate, soprattutto quando può trascorrerla al mare. Adora sdraiarsi al sole dopo essersi spalmato con poco olio (solare) e ascoltare il rumore delle onde, mentre risolve le parole crociate. Gli piace fare il bagno in piscina – predilige l’acqua particolarmente calda – e ne esce solamente quando si sente un poco bollito. Tutti i venerdì, poi, si concede una sauna: avvolto in carta stagnola, mentre il vapore lo circonda e sale lentamente verso il soffitto con sbuffi leggeri, la sua mente vaga e gioca a fare finta di essere una carota. Non sa bene perché, ma gli sarebbe sempre piaciuto vivere un giorno da carota, anche se tutto quell’arancione finisce per fargli male agli occhi.

Quando scende la sera, lungi dall’essere stanco, è subito pronto per quattro salti sulla pista da ballo, fino alle sei e trentasei del mattino. Perfino il caldo, seppur torrido, su di lui non ha alcun effetto: anche quando la sua stanza si trasforma in un forno e lui si sente un poco arrostito, Mr. Potato continua ad amare l’estate con tutto se stesso, al punto tale da augurarsi che possa non finire mai.

Tutte le cose belle, però, iniziano prima o poi a gocciolare come dei rubinetti rotti, fino a esaurirsi lentamente. Mr. Potato se ne è accorto già da questa mattina: l’aria era di nuovo frizzantina, il sole ci ha messo un po’ di più a fare capolino e, mentre usciva da casa per recarsi al lavoro, ha dovuto prendere con sé uno scialle per coprirsi le spalle. Sul tram, i musi lunghi che lo circondavano non lasciavano presagire nulla di buono: sopracciglia accigliate, bocca all’ingiù, spalle curve – nessuno sembrava essere particolarmente contento della ripresa del solito tran tran (o tram tram, dato il mezzo su cui ci si trova) quotidiano.

In ufficio non è andata meglio: il suo collega Testa di Melanzana gli ha rubato da sotto il naso un pacchetto di gomme da masticare e poi ha negato l’evidenza, la macchinetta del caffè era già rotta e il suo capo gli ha dato una bella strigliata, fino quasi a trasformarlo in un purè. Alle sette di sera, mentre comincia già a fare buio, Mr. Potato si trascina lemme lemme verso casa, triste e con una lacrima che inizia ad affacciarsi timida all’angolo dell’occhio sinistro. Giunto davanti alla porta, proprio mentre sta infilando le chiavi nella toppa, sente dei rumori provenire dall’appartamento accanto al suo. Lentamente, un sorriso gli si apre sul viso e un venticello caldo spazza via tutti i pensieri neri: ma certo, come ha fatto a dimenticarsene!

L’autunno, nonostante le giornate che si accorciano e l’aria che si raffredda, è anche la stagione in cui Miss Zucca – il suo grande amore segreto! – torna finalmente a casa, dopo aver trascorso la primavera e l’estate nel Sud della Francia. È proprio la sua voce melodiosa, con un leggero accento francese, quella che sta canticchiando al di là della porta chiusa. Mr. Potato raddrizza le spalle, si schiarisce la voce e si prepara a suonare il campanello di Miss Zucca per felicitarsi del suo ritorno – lo ha già deciso da un po’ e non può più aspettare: questo autunno le dichiarerà finalmente il suo amore, ha sempre pensato che insieme sarebbero perfetti! 

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