Sono una ragazza!

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sono una ragazza

Yasmeen Ismail, Sono una ragazza!, Giralangolo

Amo molto, e un po’ invidio, la vitalità contagiosa della protagonista di Sono una ragazza di Yasmeen Ismail.

Corre, salta, si tuffa in acqua, non sta ferma un attimo, si vede che fa ciò che ama e si diverte nel farlo, non ha paura di affermarsi per ciò che è.

Seduta al tavolo di un bar si sporca tutta, corre su un monopattino e fa anche un bel capitombolo alla fine della corsa, al mare si libera velocemente dei vestiti e si getta tra le onde schizzando i bagnanti; in biblioteca sfoglia un libro sulle navi, fa un gran trambusto suonando prima una tromba poi un tamburo, gioca e non necessariamente con delle bambole:

Mi piace giocare, mi piacciono tutti i giochi.

Non c’è un modo giusto o sbagliato di giocare quando si gioca a “facciamo che ero…”

Ciò che le interessa è sempre fare le cose al meglio, per questo è molto brava: in una gara di corsa sfreccia davanti a tutti, poi però si ferma quando, per l’ennesima volta, viene scambiata per un maschio (questa è la mia doppia pagina preferita, quando a pochi passi dal nastro della vittoria si ferma e, con le mani sui fianchi, si volta indietro per affermare a gran voce: “Io sono una ragazza!”).

L’affermare di essere una ragazza, dapprima mantenendo il sorriso e poi anche un po’ scocciata (ritrovarsi a ripetere sempre la stessa cosa un po’ infastidisce e fa perder tempo), accompagna tutte le azioni della protagonista dell’albo illustrato, perché i suoi comportamenti, considerati non adeguati a una femmina, la portano ad essere scambiata spesso per un maschio.

Il dovrei si contrappone nel testo al sono (“Dovrei essere carina… sempre gentile e graziosa… Però io sono dolce e decisa, non sono mica un fiorellino”).

La dolcezza non esclude la decisione e, ancor meno, il coraggio e la vitalità.

La frustrazione della piccola protagonista cresce ma alla fine la sua affermazione si riflette gioiosamente in quella di un suo amico che, dal suo canto, afferma: “Sono un ragazzo!”.

L’irlandese Yasmeen Ismail, autrice e illustratrice di Sono una ragazza, riesce a trasmettere la vitalità della sua protagonista attraverso un testo in cui la continua affermazione “Sono una ragazza” esce fuori dal testo e dalla font utilizzata per farsi essa stessa parte dell’illustrazione. Le immagini, dal tratto liquido e dai colori chiari e accesi, comunicano un continuo movimento.

Un libro gioioso con alle spalle l’esempio di forti figure femminili familiari, come si legge in una presentazione del libro a cura dell’autrice, dove le illustrazioni si alternano alle foto di un album di famiglia.

L’albo è pubblicato all’interno della collana Sottosopra della casa editrice Giralangolo, curata da Irene Biemmi e ideata con l’obiettivo di “promuovere un immaginario alternativo attraverso libri illustrati espressamente orientati al principio dell’identità di genere e all’interscambiabilità dei ruoli maschili e femminili. I protagonisti di questi libri sono bambine e bambini, donne e uomini, liberi di agire, pensare e comportarsi senza vincoli legati al proprio sesso biologico di appartenenza”.

L'autore di questo post

Classe 1982, pugliese, fiorentina d’adozione e con un debole per la Francia. Da quando ho scoperto A. A. Milne e Astrid Lindgren, mi è stato chiaro all’improvviso che cosa avrei fatto da grande e poco importa il fatto che un po’ grande lo fossi già. Da allora mi dedico alla letteratura per l’infanzia e ragazzi, tra studio, letture e i primi passi nel dietro le quinte del mondo editoriale.

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