Una sera all'insegna del thriller

Dopo cena, alcuni minuti di silenzio sospetto furono sufficienti a far scattare l'allarme rosso. "Dove è la bambina?". "Non lo so, pensavo fosse…". M. non mi lasciò il tempo di concludere e, con tono concitato, passò oltre. "Marta, Agnese sta giocando con te?". "No mamma, io sto disegnando e non l'ho vista". A quel punto, l'accelerazione del battito cardiaco e la sudorazione, prevalsero sulla lucidità.

Si delinearono tre possibili drammatici scenari. M. assunse la regia delle operazioni di soccorso e intestò a se il coordinamento strategico. "Vai a vedere se si è chiusa nell'armadio della sua cameretta”, mi disse con tono minaccioso. “Marta, corri in bagno e controlla se si sta infilando nel cesto della lavatrice". "Io faccio il giro delle finestre per controllare se sono tutte chiuse". A lei, in quanto mamma, in caso di tragedia, sarebbe toccata la pena maggiore.

Fortunatamente le finestre erano tutte chiuse ma di Agnese si erano perse le tracce. Nessun ciuccio disseminato per casa che avrebbe potuto aiutarci nella ricerca come, invece, fecero in un'altra situazione, le briciole di pane per Pollicino. La scia maleodorante lasciata dalla bambina prima di un cambio di pannolino avrebbe potuto favorire il ritrovamento. Ma, ahimé, era stata appena cambiata e con grande soddisfazione per tutti gli occupanti della casa. Persino i giochi erano tutti al loro posto e l'ordine insolito non aiutava a ricostruire gli ultimi minuti prima della scomparsa.

Il comandante in capo stava cedendo. Al culmine dell'agitazione, squillò il telefono. "Ciao, come stanno le bambine?". E si, perché sono le nipoti la prima (e unica) preoccupazione dei nonni quando chiamano A quel punto, le lacrime si fecero strada  sul volto di M., ormai segnato dalla disperazione.

Come ogni thriller che si rispetti, il finale è a sorpresa. Ad ogni lettore il suo preferito:

1) "Papi, corri. Vieni a vedere", gridò Marta. Si era arrampicata spontaneamente sul lettone per addormentarsi, stremata. Ci siamo commossi e, vista l'ora, ne approfittammò per andare tutti a dormire.

2) Aprì gli occhi e mi svegliai dall'incubo. Sarà stata la conseguenza di tutte quelle inutili notizie che solitamente, la sera, vengono riportate dai telegiornali sulla scomparsa dei bambini? Rivalutai, allora, le serate trascorse in compagnia di Peppa Pig.

3) Contando sulla complicità della sorella, era in bagno, impegnata a tirar fuori dalla lavatrice il bucato. E a me, nottetempo, toccò di raccogliere tutto e andare a stendere il bucato.

L'autore di questo post

Nato e cresciuto a Napoli, divento papà a Bologna ormai quarantenne. Racconto storie più o meno ordinarie di un papà alle prese con le sue due figlie. Un'avventura mozzafiato. Una quotidianità ad ostacoli. Un tempo della vita eroico durante il quale non è concesso nessun cedimento. Unica via di uscita: passione e fantasia!

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