Saluti per Zia Amaranta da Bali

Un profumo esotico aleggia a casa di Zia Amaranta stamattina,

che strano, sembra arrivare da una letterina!

La missiva questa volta il postino l’ha portata

dalla cassetta della posta la Zia l’ha recuperata.

Anche questa arriva dall’altra parte del mondo

da un luogo che per arrivarci bisogna girar la terra tutta intorno

La scrittura sulla busta è molto strana

si vede proprio che arriva da una persona molto lontana.

Con delicatezza la Zia i lembi cerca di aprire.

Il profumo è talmente intenso che la fa quasi svenire.

La carta è leggera, sembra quasi una velina

E la scrittura è incerta sarà di un bimbo o di una bambina?

Sul dondolo in giardino la Zia si va ad accomodare

e leggendo quelle righe con la mente inizia a viaggiare.

Ciao Zia Amaranta,

sono Wayan di Bali, una piccola isola dell’Indonesia.

Il  mio è un piccolo villaggio dove vivono cinque famiglie, tutti i componenti delle famiglie abitano in case vicine le une alle altre circondate da un recinto. Io,  i miei genitori e la mia sorellina Angun viviamo presso la casa dei miei nonni. Più in là, mio zio ha eretto una piccola costruzione dove abita con la giovane moglie Lilith. Ci sentiamo tutti protetti in questo villaggio nel villaggio e il momento che mi piace di più è quando papà torna dai campi di riso con quello che ha raccolto e ci troviamo tutti insieme a mangiarlo in un patio centrale coperto da un bel tetto in legno intagliato.

Mi diverto molto anche quando vado al mercato con la mamma e la zia. I nostri sono mercati molto allegri. Il profumo di pesce si mescola con quello delle spezie, il fumo delle sigarette ai chiodi di garofano si confonde con quello degli incensi, la vasta varietà di frutta ispira gli artigiani che ne riproducono i colori nei batik. Prima di tornare a casa passiamo dal tempio, abbellito da ibiscus e frangipani, per portare l’offerta agli dei: sugli altari mettiamo delle barchette fatte con le foglie di banano riempite di riso. Durante le cerimonie le offerte sono degli enormi cesti di frutta che le donne portano in testa.

I miei genitori raccontano che la nostra Bali è magica e fino a tanti anni fa pochi erano gli stranieri. Ora invece tanti occidentali si sono trasferiti qui e negli ultimi anni c’è un via vai di surfisti e di turisti che fanno fotografie dappertutto, ai campi a terrazza di riso, alle nostre spiagge, ai pippistrelli e ai nostri templi.

Per loro è strano vedere le nostre mamme, nonne e sorelle fasciate nei loro variopinti sarong con in testa un vassoio pieno di barchette ed incensi per le offerte, e allora mi è venuta una curiosità: voi non avete dei templi colorati come i nostri dove portare riso e fiori?

Non lo so se riceverò una risposta, ma quando sono grande voglio imparare qualche lingua straniera  così tutte le domande le farò personalmente ai turisti.

Ora ti saluto. Se vieni a Bali cercami, sono Wayan della famiglia Ragus, mi farà piacere offrirti un po’ del nostro nasi goreng. Come regalo ti mando un incenso così ti profumerà tutta la casa. Ciao, Wayan.

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