Reato di Fuga di Christophe Léon

Sebastien ha 14 anni, figlio di genitori separati, dalla vita molto normale, quasi noiosa.
Loic invece ha 17 anni, vive solo con la madre e si divide tra scuola e lavoro in una fattoria: il suo sogno è quello di vivere da solo.

Le loro strade s’incrociano una notte, quando il padre di Sebastien investe la madre di Loic.
E non si ferma.

Questo è l’inizio di Reato di fuga, romanzo per ragazzi di Christophe Léon, portato in italia da Sinnos.

Il libro di Christophe Léon coinvolge il lettore fin da subito. Dopo alcuni brevissimi capitoli in cui presenta per sommi capi i nostri protagonisti, l’autore ci trascina subito nella storia. Invece di spiegarci nei minimi particolari il carattere di Sebastien e Loic, ce li mostra. Leggere le loro reazioni all’incidente ci fa capire molto di loro, di come sono dentro e di come appaiono dal di fuori.
Due protagonisti e due punti di vista che si alternano nei vari capitoli.
Le loro voci ci raccontano quanto sta succedendo, ma senza sovrapporsi: come se fossero un’unica persona.

Sebastien è un “ragazzino”, ha solo 14 anni. Eppure è lui quello che rimane lucido. È nel suo comportamento sregolato che riusciamo ad identificarci meglio, nella sua disperazione e disillusione. La scuola, la società, probabilmente i genitori stessi l’hanno cresciuto con determinati valori: aiutare il prossimo, dire la verità, fermarsi. Cosa fare quando ti costringono a venir meno tutto quello che sei? E quando chi ti fa questa violenza emotiva è proprio tuo padre?

Loic invece è un ragazzo di 17 anni, grande, quasi maggiorenne. Vuole fuggire da una madre oppressiva, vuole avere il suo spazio, vuole avere la sua vita.
L’incidente sconvolge il suo mondo. Vivere da solo si rivela diverso da come l’aveva sempre immaginato. Nella sua foga di avere una vita per sé, lavorando e litigando con la madre, dimentica una parte importante: il contatto con le altre persone, l’avere degli amici. E così quando succede l’incidente si ritrova solo.

Le strade di Sebastien e Loic trovano il modo di incrociarsi e ingarbugliarsi. È Sebastien a provare il primo contatto, senza sapere bene il perché. Noi lettori però il motivo di quella telefonata lo troviamo nelle pagine successive. C’è solo un sentimento che ti spinge a cercare un totale sconosciuto al quale ti lega un filo sottilissimo: la solitudine.
Sebastien e Loic sono due ragazzi soli, che trasformano il loro strano legame in amicizia, vera. Ci sono sempre tensione e preoccupazione, ma c’è anche la meravigliosa sensazione di non essere più soli. Un sentimento che nonostante tutto resiste ai colpi. Lo dice e non lo dice l’autore in quelle ultime tesissime pagine.

E gli adulti? 

Gli adulti sono una delusione. In Reato di fuga non fanno una bella figura. Forse perché il punto di vista è quello di due ragazzi, di Sebastien in particolare. Per lui è come aprire gli occhi:

«Un giorno, all’improvviso, tocca rendersi conto che i nostri genitori sono proprio come noi, solo un po’ più grandi.
Hanno le stesse angosce, le stesse paure e anche le stesse gioie. Sono solo dei ragazzini con le tette e i baffi, i peli sul petto e il rossetto sulle labbra.»

Il padre è un vigliacco che sfugge alle proprie responsabilità. Non è diverso dal ragazzino compagno di classe che fa una cavolata e non vuole ammetterlo. Per Sebastien è diverso, senza saperlo si ritrova adulto. E sarà lui a prendere il padre per mano.

Reato di fuga è un libro che travolge. Christophe Léon ci racconta una di quelle storie che non riusciamo a smettere di leggere: da una parte la paura e l’orrore della cronaca che leggiamo con abitudine tutti i giorni, dall’altra però il sollievo dato dalla speranza che possano effettivamente nascere piccoli momenti di felicità dai casi più disperati. Come l’amicizia tra Sebastien e Loic. Un libro molto bello che sono sicura piacerà anche ai ragazzi, perché è avvincente, breve, intenso.

Il libro è stato pubblicato in Italia da Sinnos, una casa editrice da sempre attenta a tutti i tipi di lettori. Anche questo libro, come molti altri in catalogo, è stato scritto con un font ad alta leggibilità.

D questo libro in Francia è stato tratto un film per la televisione.

L'autore di questo post

Sono tante cose: scribacchina, blogger, bibliotecaria, operatore culturale. Quando ho un attimo di tempo mi piace però leggere e silenziare il caos che mi circonda. Adoro immagini e parole, vado matta per graphic novel, fumetti, manga, albi illustrati, albi senza parole. Ogni tanto leggo anche cose "da grandi", altrimenti i miei cari utenti mi sgridano.

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