Quel giorno in cui Freddie cantò una ninna nanna ungherese

Recentemente è uscito nelle sale e in DVD “Hungarian Rhapsody”. Si tratta di un concert film tratto dallo storico concerto dei Queen a Budapest nel 1986. So per certo che la mia classe è preparata e conosce già i Queen e le loro canzoni, quindi non mi dilungherò a tessere le lodi di quella che ritengo essere la migliore rock band di sempre. In ogni caso, potete rinfrescarvi la memoria dando un’occhiata qui:

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Torniamo al concerto di Budapest. Quello di cui voglio parlarvi riguarda il momento unplugged, quella parte più intimistica del concerto, solo voce e chitarra acustica, che spesso si colloca a metà serata, prima di iniziare la galoppata verso il gran finale. È in questa occasione che Freddie Mercury intona a gran sorpresa un brano della tradizione popolare ungherese, un omaggio della band inglese ai suoi circa 80 mila spettatori. Se volete rivivere la magia del momento, cliccate qui.

Questo brano, il cui primo verso recita “Tavaszi szél vizet áraszt”, è conosciuto da qualsiasi ungherese e viene cantato soprattutto dai più piccoli. Il tema è il più universale di tutti, l’amore. È primavera, la neve si è ormai sciolta e la brezza tiepida risveglia la natura. Ogni uccellino si mette alla ricerca della propria dolce metà e così vuole fare il nostro personaggio. Ma chi sarà la persona giusta? Finalmente arriva la risposta dall’altra voce nella canzone: “Io scelgo te e tu scegli me, mio fiore”.

Ecco, nella sua ammaliante semplicità, un esempio di musica popolare. Da non confondere con la musica pop, o anche musica leggera, che generalizzando è quella che ascoltiamo ogni giorno alla radio e in tv. La musica popolare è invece la musica del popolo, che in passato si poteva contrapporre alla musica colta, cioè quella dei grandi compositori che oggi chiamiamo tutta “musica classica”.

Spesso i brani di musica popolare, come nel nostro caso, sono di autore sconosciuto e non hanno una versione ufficiale registrata o trascritta. Come molte filastrocche e ninne nanne vengono tramandate a voce, appartengono ad ognuno di noi e identificano una regione o addirittura una nazione intera. Certo, se non fosse stato per i Queen, il nostro brano non sarebbe probabilmente mai uscito dai confini dell’Ungheria. Ma forse è questo il destino di molta musica popolare: non viaggia molto lontano come la musica pop, ma quando si stringe forte dentro di noi non ci abbandona più.

Se avete un cuoricino che non si scioglie troppo facilmente, guardatevi questa tenera versione animata della nostra canzone!

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1 commento su "Quel giorno in cui Freddie cantò una ninna nanna ungherese"

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