Quaderni Aperti: la storia d’Italia nei quaderni di scuola

Dal 2005, è disponibile in rete un archivio molto particolare: sono i quaderni dei bambini italiani del Novecento. Si tratta di una raccolta nata dal lavoro costante dell’associazione culturale Quaderni Aperti, che ha avuto un’idea a dir poco meravigliosa: raccontare un secolo di storia d’Italia tramite l’infanzia e la scuola.

La collezione di temi scritti dai bambini si compone di pagine di quaderni regalati o prestati dalle persone che li hanno conservati in casa, un uno scatolone insieme alle vecchie cianfrusaglie. Una volta digitalizzati, catalogati e condivisi in rete per la consultazione, i quaderni vengono restituiti ai proprietari, per tornare a ricoprire il ruolo di care vecchie memorie. Chi l’avrebbe mai detto che un tenero ricordo personale avrebbe potuto trasformarsi in un pezzo di storia d’Italia? Eh sì, perché con le epoche si modifica anche l’uso della lingua e agli eventi storici seguono nuovi usi e costumi. Tutto questo non si trova solo sui quotidiani del passato, sui libri di storia, nelle fotografie in bianco e nero o nei racconti dei nonni, ma anche nell’istruzione, nell’educazione e nell’immaginario dei bambini e i loro primi pensierini scritti ne sono una testimonianza diretta.

quaderni aperti

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Manifestazione operaia

Al mondo d’oggi ci sono persone con gravi problemi di lavoro; tra queste ci sono gli operai dell’Innocenti che per problemi economici ha dovuta andare in Cassa Integrazione. I sindacati hanno fatto il possibile ma non hanno tratto tanto vantaggio. Gli operai inferociti decidono di scendere per le strade a fare una manifestazione, con cartelli sui quali ci sono dei motti di protesta. Gli operai urlano e boicottano il padrone cantando degli inni; altri invece fanno delle minacce alzando e stringendo i pugni. In questa manifestazione è intervenuta anche la polizia e in principio hanno cercato di calmare gli operai con metodi tranquilli dicendo loro – Andate a casa! Andate a casa! È inutile fare delle proteste! – 
Gli operai si davano gomitate, pedate e spintoni per andare in prima fila a dire le proprie ragioni davanti al capo di polizia.
– Che confusione! Non si capisce più niente!
– Zitti! Zitti! Per favore! – urla il capo di polizia.
Ma ben presto egli si rende conto che con le maniere buone, non si ottiene niente; allora decide di ricorrere a metodi prepotenti; gli operai, inferociti più che mai, rispondono liberandosi bruscamente dai poliziotti che con tutte le loro forze cercano di far indietreggiare l’innumerevole folla e proseguono con passo ritmico a marciare per le vie della città attirando l’attenzione dei passanti.

(Tema di una bambina di quinta elementare di Lonate Pozzolo – Varese, febbraio 1976.)

 

L’archivio è in continua crescita e oggi conta circa 700 quaderni datati dalla fine dell’800 ai giorni nostri con 18.000 pagine digitalizzate. Rappresenta un enorme patrimonio collettivo che viene valorizzato non solo nella libera consultazione ma anche tramite varie attività come reading, mostre, laboratori e seminari, in collaborazione con altre realtà: associazioni, università e istituti di ricerca. Di recente Arbos – Italian Eco Design, produttori di cartoleria eco-sostenibile made in Italy, ha dato un contributo alla diffusione della raccolta di Quaderni Aperti, realizzando una linea di 10 quaderni per appunti chiamata “Quaderni Aperti – 100 anni di vita italiana nei quaderni di scuola”: oltre alle pagine da scrivere, contiene all’interno una selezione di alcuni temi e disegni tratti dalla collezione. Ogni quaderno è dedicato a un decennio del secolo scorso e si possono acquistare nelle librerie e nelle cartolerie.

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Seguite il blog Quadernini, che pubblica alcuni dei temi più belli tra quelli disponibili nell’archivio digitale e a partecipate a questa grande raccolta inviando i vostri quaderni!

 

L'autore di questo post

Nata nell'estate del 1987. Mi piacciono le storie bizzarre, surreali e divertenti. Tra le altre cose, ho studiato contabilità, mostri selvaggi, storia dell'arte, grammatica della fantasia, economia dei beni culturali.

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