Pipì, lo scimmiottino di Collodi

In libreria fa capolino da poco più di un mese Pipì o lo scimmiottino color di rosa, di Collodi.

Collodi non ha certo bisogno di presentazioni. Le avventure di Pinocchio hanno il loro posto nelle librerie di molte case, a volte anche in più edizioni; il nome di Pinocchio identifica, all’estero, parte della nostra identità culturale e Collodi è certamente uno dei pochi nomi a uscire dai fin troppo stretti confini della Letteratura per ragazzi e ad affermare il valore della sua scrittura per ogni età.

Meno noto di Pinocchio, pur condividendone molti tratti comuni, Pipì è uno scimmiotto dal muso vispo e intelligente, con gli occhi furbi e ricoperto (a differenza dei genitori e dei quattro fratelli) “da una finissima lanugine di color vermiglio carnicino, come le foglie della rosa maggese”: per questo si chiama Pipì, "parola che nella lingua parlata delle scimmie vuol dire precisamente color di rosa".      

La storia di Pipì, come Le avventure di Pinocchio, fu pubblicata inizialmente nel «Giornale per i bambini» (di cui Collodi divenne direttore nel 1883) e raccolta, insieme ad altri racconti nel volume, Storie allegre, pubblicato nel 1887, quattro anni dopo Pinocchio.

Anche Pipì, come Pinocchio, sembra quasi un “ragazzino di otto o nove anni, per la gran ragione che Pipì faceva il chiasso e i balocchi, come un ragazzo”, ma non lo è né vuole esserlo: imita sì, il comportamento di alcuni uomini, ma quando si troverà a indossare, come un uomo, scarpe e vestiti, davanti a uno specchio non potrà che dire: “Oh, come sono brutto!”. Pipì non condivide, infatti, il desiderio di Pinocchio di diventare bambino, ma ne condivide le bugie, le promesse non mantenute, l’esser goloso, la curiosità, l’innocente abbandonarsi agli imprevisti che si susseguono e alcuni incontri chiave, come quello con il serpente,  un coniglio che ricorda il Grillo-parlante e la sempre presente (anche quando non entra in scena) Fata dai capelli turchini.

È semplice immaginare la storia di Pipì all’interno di un grande albo illustrato, soprattutto avendo in mente la lunga e variegata storia dell'illustrazione legata alla rappresentazione di Pinocchio, ma bisogna anche dire che il piccolo libro UtetExtra pur essendo privo di illustrazioni si fa notare per l’eleganza del suo progetto grafico, per la comodità del formato (un libro piccolo, da mettere in tasca e portarsi dietro) e per il piccolo prezzo. Al resto ci pensa la grande capacità narrativa di Collodi, la sua arguzia e immaginazione. 

Alla fine del libro, l’unico rimpianto è il non poter leggere le preannunciate avventure de Il viaggio intorno all’Italia raccontate da Pipì, che Collodi non fece in tempo a scrivere.

L'autore di questo post

Classe 1982, pugliese, fiorentina d’adozione e con un debole per la Francia. Da quando ho scoperto A. A. Milne e Astrid Lindgren, mi è stato chiaro all’improvviso che cosa avrei fatto da grande e poco importa il fatto che un po’ grande lo fossi già. Da allora mi dedico alla letteratura per l’infanzia e ragazzi, tra studio, letture e i primi passi nel dietro le quinte del mondo editoriale.

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