Pinocchio prima di Pinocchio

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Un pennello inumidito posato su un foglio dà vita ad una macchia informe, che dal centro si espande e inizia a colorare ciò che prima era silenzio e immobilità. Da un’esplosione di luce inizia una storia.

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Alessandro Sanna parte da qui per raccontarci Pinocchio prima di Pinocchio (Orecchio Acerbo Editore), dall’incipit di tutte le storie, dal big-bang, dalla nascita di un universo in espansione che si muove, si moltiplica e genera vita.
Le sue tavole descrivono le fasi di una genesi lunghissima e complessa, adattata alla favola di Collodi, che risulta così inserita in un contesto più ampio. A noi spetta seguire le orme di un pezzo di legno come se fossero le nostre, provando a sforzarci di immaginarlo a partire da un puntino dell’universo.

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Una scia luminosa si dirige sulla Terra. La possiamo seguire mentre si avvicina e riusciamo a cogliere il momento esatto in cui squarcia il suolo. Una nuova esplosione, una nuova luce producono una nuova nascita, che appare meravigliosamente nelle sembianze di un albero. Un fulmine ne attraversa la rada fronda, da cui si stacca un esile ramo e in esso possiamo riconoscere il nostro piccolo Pinocchio.

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Eccolo iniziare a vivere, allontanarsi da casa, attraversare le stagioni correndo incontro alle avventure che già conosciamo e che Sanna ci ricorda con una sequela di personaggi noti: il gatto, la volpe, Mangiafuoco, il serpente, il pescecane, ai quali si aggiunge persino l’albero da cui Pinocchio si è staccato e che dimostra di non aver dimenticato, portandolo in spalla su per un monte.

Pinocchio in fondo è un burattino buono, che affronta con coraggio un percorso di crescita coincidente con un viaggio rocambolesco, ricco di peripezie e di incontri, alla fine del quale, quasi come ricompensa per la sua conquistata avvedutezza, scopre di avere in sé il seme di una nuova vita.

Un’altra storia inizia.

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Alla pittura sequenziale di Sanna, realizzata con ecoline (che abbiamo già avuto modo di apprezzare in Fiume Lento, Premio Andersen 2014), le parole non servono.  L’autore illustra la fiaba di Pinocchio con uno stile sobrio ed essenziale, facendo muovere il sottile ramo e gli altri personaggi all’interno di una grande varietà di paesaggi naturali, che a volte diventano personaggi essi stessi, a volte partecipano alla storia attraverso illuminazioni improvvise, lampi, sfumature. Il percorso di Pinocchio è rappresentato ora con scatti e piccole sequenze, che ci permettono di cogliere un’azione nelle sue fasi, ora attraverso immagini a tutta pagina che inquadrano il clou dell’azione stessa, prima che si verifichi un nuovo cambiamento.

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Tutto concorre a raccontare in modo intenso e meraviglioso Pinocchio prima di Pinocchio, in un albo che fa riflettere sul mistero dell’esistenza, della sua origine, e in cui la fiaba del burattino di legno è quasi un pretesto per raccontarci la Storia di tutte le storie.

p.s. Per capire come si dipinge una magia vi consiglio di guardare il video realizzato da Orecchio Acerbo Editore.

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L'autore di questo post

Pugliese da sempre, vive stabilmente a Maglie da dove ogni tanto si sposta lasciando cadere briciole per terra, nella speranza di poterle un giorno seguire di nuovo. Se dovesse trovare dei funghi in città, li raccoglierebbe come Marcovaldo e seguirebbe carponi un soriano per apprendere i segreti del regno dei gatti. E, come succede a Marcovaldo (uno dei suoi idoli), sebbene affascinata dai segni delle grandi città, il suo sguardo cade sempre sui formicai brulicanti, i germogli, i frutti sugli alberi, cui si legano i suoi desideri, cogliendo lo scorrere del tempo attraverso i mutamenti delle stagioni. Legge di tutto, cammina tanto, scarabocchia animali e paesaggi con un tratto pop e cresce sentendosi sempre più piccola. La letteratura per l’infanzia è per lei la bella illusione di un mondo in cui un’armonia tra l’uomo e l’ambiente è ancora possibile.

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