Petrademone. Il libro delle porte (Mondadori)

Manlio Castagna, Petrademone. Il libro delle porte, Mondadori

È il 1 luglio del 1985 e la giovanissima Frida è appena arrivata davanti al cancello della villa dei suoi zii, Barnaba a Cat: Petrademone. Ad accoglierla al cancello, un dolcissimo border collie: la tenuta degli zii, infatti, è popolata da questi splendidi e intelligentissimi cani che lo zio Barnaba definisce i suoi “elfi”. Petrademone è un luogo antico, magico, misterioso: la grande quercia domina il paesaggio, come un vecchio saggio pronto a raccontare storie. Nonostante la bellezza del luogo e l’entusiasmo e la dolcezza degli zii, Frida non è felice. Come potrebbe esserlo? I suoi genitori sono morti in un incidente stradale di cui la ragazza s’incolpa e tutti i tentativi di superare il gravissimo lutto l’hanno portata a chiudersi in un bozzolo di dolore dal quale ora è difficilissimo uscire. Serviranno l’amore degli zii, l’amicizia di nuovi e simpatici amici, l’affetto dei dolcissimi bordier collie e un cupo mistero da svelare (perché i cani di tutta la zona spariscono misteriosamente senza lasciare traccia?) per restituire a Frida il coraggio di vivere.

La storia è raccontata a più voci, la principale, naturalmente, è quella di Frida, ragazzina ferita ma dotata di grande intelligenza e coraggio, ma entriamo di tanto in tanto nei pensieri di Barnaba, presenza calda e rassicurante, dei gemelli Oberdan, Gerico e Tommy (esilaranti i loro scambi di battute), della giovanissima Miriam, che non può parlare ma riesce, ugualmente, a dire tantissimo. Le diverse voci s’intrecciano per formare un racconto avvincente che l’autore riesce a inquadrare da moltissimi punti di vista (quello del puro, avventuroso racconto, ma anche quello emotivo e dell’empatia), come se davanti agli occhi del lettore si materializzasse un film.

Questa è un’avventura per ragazzi, naturalmente, che rende omaggio a molti capisaldi della cultura pop anni ’80 ma senza scadere nel citazionismo (diventa un gioco divertente ed emozionante scovare tutti gli elementi che l’autore ha disseminato nel testo). Gli omaggi ai Goonies, a IT di King, ma anche a Harry Potter, sono inseriti perfettamente nel contesto, sono bilanciati rispetto a una vicenda nuova, originale, con personaggi che promettono di restare nel cuore del lettore accanto ai ragazzi di Stand by me di King, a Harry, Ron ed Hermione ecc. personaggi autonomi, delineati nel dettaglio, riconoscibili, approfonditi che non potrete fare a meno di amare (o di odiare, nel caso dei cattivi!).

Bellissimo il richiamo a Lovecraft e ai suoi Magri Notturni, creature demoniache contro cui Frida, Gerico, Tommy e Miriam si ritroveranno a combattere, ma che sono solo uno dei tanti “cattivi” da affrontare e soltanto uno degli innumerevoli misteri da risolvere: sì, perché i quattro ragazzi, nel loro tentativo di scoprire dove sono finiti i bordier collie di zio Barnaba e il cane di Gerico e Tommy (e tutti gli altri), si ritroveranno in un mondo diverso, fatto di creature bizzarre, pericolose, mostruose, ma anche di misteriosi sconosciuti, pronti ad aiutarli. Dovranno usare tutta la loro intelligenza per risolvere misteriose filastrocche, avranno bisogno d’inventiva per costruire rudimentali armi contro i nemici, dovranno affrontare enormi pericoli, in nome dell’amicizia. Il rapporto tra i quattro protagonisti cresce, pagina dopo pagina, si delineano già i rapporti (anche amorosi) che vedremo con ogni probabilità svilupparsi nei volumi successivi (sì, Il libro delle porte è il primo di quella che, secondo i rumors, dovrebbe essere una trilogia, già opzionata per la TV e che dunque vedremo presto anche sul piccolo schermo).

L’altro elemento centrale in questa vicenda, al di là dell’avventura, è la sofferenza. Sì, il dolore è un sentimento umanissimo, che conosciamo tutti, chi più, chi meno, da cui neanche i bambini si salvano: Frida ha perso i suoi genitori, un lutto gravissimo che ha distrutto tutte le sue certezze, in un momento della vita in cui la necessità di punti fermi, di un rifugio, è essenziale. E Frida, col suo coraggio, la sua intelligenza, la forza indomita e la capacità, lentamente, di aprirsi agli altri, troverà tutto questo. Dovrà compiere uno sforzo pazzesco, perché il primo passo per sconfiggere il dolore è quello di abbracciarne le tragiche conseguenze. “Non tutte le lacrime sono un male” diceva Gandalf alla fine de Il Signore degli Anelli, ed è esattamente quello che accade a Frida. Rompendo gli argini che contengono il dolore a lungo represso, Frida perdona se stessa e anche i suoi per averla lasciata sola, ed è in questo modo che la ragazzina può, finalmente, trovare altri affetti, altri rifugi.

Lo stile è immaginifico, ricco di metafore vivide e immediate che contribuiscono a dare un’atmosfera onirica a tutta la vicenda: Petrademone. Il libro delle Porte è immerso nella nebbia, in una lunga notte magica in cui ogni cosa può succedere, anche che dei ragazzini finiscano per diventare degli eroi! Frasi brevi, uno stile moderno e immediato, soffuso di ironia ma anche di una splendida poesia, rendono la lettura di questo romanzo avvincente. Fin dalle prime pagine, Manlio Castagna catapulta i lettori nel suo mondo, li invita a varcare con lui e Frida la soglia del cancello di Petrademone: dopo sarete entrati in un posto magico e, vi assicuro, non ne vorrete più uscire.

Consiglio questo libro a chi ha amato i Goonies, i romanzi di King e tutta la letteratura avventurosa per ragazzi, ai fan di Stranger Things che vi troveranno un’atmosfera simile, a chi nei libri lascia pezzi di cuore: conservatene un frammento da lasciare a Petrademone.

 

 

L'autore di questo post

Autrice, blogger, copywriter e lettrice compulsiva, ama la letteratura fantasy, l'archeologia, i fumetti, il cinema, i supereroi e gli zombie. Si nutre di serie TV, cibo brasiliano e rum. Autrice della serie fantasy Armonia di Pietragrigia (www.facebook.com/armoniadipietragrigia)

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