Perché si dice trentatré? E tante altre domande sulla medicina

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Federico Taddia e Andrea Grignolio, Perché si dice trentatré?, Editoriale Scienza

“Lavati le mani prima di venire a tavola”: pensate che sia una scocciatura questa continua richiesta dei vostri genitori prima di colazione, pranzo e cena? Sono dei maniaci fissati con l’igiene, dei rivenditori di saponette antibatteriche o, semplicemente, pensano al vostro bene?

“Perché bisogna lavarsi sempre le mani?” è una delle tante domande all’interno del nuovo volume della collana Teste Toste, vincitrice nel 2013 del Premio Andersen come migliore collana di divulgazione.

Anche questa volta Federico Taddia, autore e conduttore televisivo e radiofonico, ideatore della collana (ma molto altro ancora), intervista un esperto nel campo che, con le sue domande, andrà a esplorare, la “Testa Tosta”; a rispondere infatti è Andrea Grignolio, docente di Storia della medicina presso l’Università “Sapienza” di Roma e research fellow del programma di ricerca Le Studium Biomedicaments sulla storia della vaccinazione, presso l’Université François Rabelais di Tours, in Francia.

Chi conosce la collana (noi vi abbiamo già parlato di Perché il touchscreen non soffre il solletico), conosce anche la sua formula (vincente): attraverso interviste a uomini e donne che dedicano la loro vita allo studio e alla ricerca, argomenti, a volte anche complessi, trovano risposte dirette e chiare. Con esempi legati alla vita di ogni giorno, attraverso un approfondimento storico e anche con un tocco di ironia, tante sono le cose da scoprire, i dubbi da sciogliere, le curiosità da soddisfare.

Parlare di medicina non è semplice, perché l’argomento si lega a molti ricordi spiacevoli: paura delle punture, sciroppi dal gusto amaro, montagne di fazzoletti per ogni raffreddore e poi parole che fanno paura, magari sentite di sfuggita e legate a qualche vicenda familiare e non per questo meno spaventose (anzi, più spaventose, come tutto ciò che non si conosce e da cui magari gli adulti vorrebbero tenerci al sicuro) tumori, trapianti, malattie genetiche… Della medicina, poi, fanno parte anche questioni di ogni giorno e di tutti, che riguardano la nostra quotidianità (perché si dice che mangiare una mela al giorno levi il medico di torno?; perché – come dicevamo sopra – bisogna lavarsi sempre le mani?; che cosa sono i vaccini e a che cosa servono?).

Diversi sono infatti gli argomenti intorno al tema principale della medicina, per questo a fine volume, oltre al classico Indice, troverete un Indice per argomenti, che non segue l’ordine delle pagine: Storia della medicina; Malattie, medici e pazienti; Salute quotidiana e prevenzione; Microbi, batteri e virus; Farmaci e altre cure.

Sempre in fondo al volume troverete un invito a mettervi in gioco, “E ora tocca a te…”: via mail o via posta potete inviare la vostra domanda sulla medicina a Andrea Grignolio che vi risponderà e la vostra risposta, con le altre inviate, sarà pubblicata sul sito di Editoriale Scienza, nella sezione Scienza in gioco.

Oltre a poter inviare le proprie domande, i lettori sono davvero protagonisti in Teste Toste, a inizio volume, infatti, trovate le Istruzioni per l’uso della collana: il libro si può leggere dall’inizio alla fine, dalla fine all’inizio, partendo da una pagina a caso, scegliendo le domande che più interessano oppure, seguendo le indicazioni in fondo a ogni domanda, approfondendo gli argomenti tra loro legati.

In tempi in cui le discussioni sulla medicina, e in particolare sui vaccini, sono sempre più accese, spesso affidandosi alla corrente di voci impreparate e irresponsabili, ascoltare la voce di una “testa tosta” come Grignolio è certamente positivo per ricordare quanto dobbiamo alla medicina e ai tanti ricercatori del passato e del presente, l’importanza della scoperta dei vaccini e del corretto uso degli antibiotici, oltre a tante piccole e semplici regole quotidiane per prenderci cura della nostra salute e di quella di chi ci è accanto.

L'autore di questo post

Classe 1982, pugliese, fiorentina d’adozione e con un debole per la Francia. Da quando ho scoperto A. A. Milne e Astrid Lindgren, mi è stato chiaro all’improvviso che cosa avrei fatto da grande e poco importa il fatto che un po’ grande lo fossi già. Da allora mi dedico alla letteratura per l’infanzia e ragazzi, tra studio, letture e i primi passi nel dietro le quinte del mondo editoriale.

1 commento su "Perché si dice trentatré? E tante altre domande sulla medicina"

  1. sergio

    L’Argomento si presta oltre alla riconosciuta attualità a considerazioni che dovrebbero andare oltre alla persistente immediatezza estetica dello stesso ,nel perpetuare un indiscusso valore sociale ,intendo la salute, non dovrebbe trascurare quello che è stato nei tempi e a fatica si mantiene e si protrae quale fine caratteristica del soggetto al di là della indiscutibile valenza preventiva dei vaccini con alternative pericolose decadenti pseudovisioni ahimè nel divenire comportamentali. Si è sempre più allentato il corretto convincimento dello stato di salute quale terra di mezzo tra la normalità è la doverosa tolleranza e tutela,in passato le religioni hanno detto molto ma le conquiste sociali pur con miracolosi meriti e ancora immensi spazi rischiano un arretramento perché nel nome di una presunta priorità si accetta il prevalere dell’individuale appagamento rispetto a un generale benessere. Basti pensare alle futili sensibilità di pochi paragonate alle primarie necessita dei molti forse il campo della salute prestandosi più di altri al soddisfacimento di secolari valori dovrebbe essere utilizzato con meno parsimonia e maggior determinazione. Se da questo dobbiamo dedurre il grado di civiltà di un popolo, si possiamo in parte consolarci ma non addormentarci davanti ad ancora tanta necessità.

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