Paesaggio con mano invisibile (Rizzoli)

M.T. Anderson, Paesaggio con mano invisibile, Rizzoli

La premessa di Paesaggio con mano invisibile è un primo capitolo, di due sole pagine, in cui centinaia di ragazzi in un cinema drive-in guardano da dentro l’abitacolo delle loro auto un film su un’invasione aliena, strillano e si stringono tra loro per lo spavento…

Naturalmente quando è arrivata, l’invasione interstellare aveva tutto un altro aspetto.

Dagli anni Cinquanta al presente la narrazione passa alla voce di Adam, un ragazzo di 17 anni la cui vita si è trasformata in seguito all’arrivo di una popolazione extraterrestre, i vuvv. Non si è trattato di una vera e propria invasione, al contrario l’arrivo dei vuvv è stato ben visto:

Siamo rimasti tutti stupiti quando i vuvv sono atterrati per la prima volta. Ci osservavano dal 1940 e ogni tanto li avevamo visti, ma li avevamo immaginati diversi. Non erano snelli e delicati, e non erano affatto umanoidi. Somigliavano più a tavolini di granito: bassi, larghi e rocciosi. Eravamo felici che la loro non fosse un’invasione. Non riuscivamo a credere quanto fossimo fortunati quando ci hanno offerto la loro tecnologia e ci hanno proposto di entrare nell’Alleanza Interspecie per la Coprosperità. Hanno annunciato che potevano porre fine al lavoro per sempre e curare qualunque malattia, perciò ovviamente i capi del mondo sono accorsi tutti a sottoscrivere.

La vita dopo il primo atterraggio dei vuvv

Ben presto, però, tutti si rendono conto che esistono altri tipi di invasione, oltre a quella militare e violenta. I vuvv infatti possiedono prodotti rivoluzionari ma non li distribuiscono gratuitamente: ne hanno il monopolio e ne fissano subito il prezzo. Il cambio con la loro moneta è molto svantaggioso, impossibile da reggere. Così con l’arrivo dei vuvv cambia l’economia della Terra, tantissimi perdono il proprio posto di lavoro e sono ridotti in povertà.

Adam ora vive con la madre e la sorella minore, Nattie. Il padre, un tempo abile venditore di auto, ha perso come molti altri il lavoro e un giorno è fuggito all’improvviso, in piena notte, per salvarsi, in qualche altro Stato. La madre di Adam, che prima dell’arrivo dei vuvv lavorava allo sportello di una banca, è disoccupata e continua a cercare una occupazione anche se, data la grande richiesta, le possibilità di essere assunta sono molto basse. Le sue parole, pur arrivandoci da questo tempo e spazio indefiniti, sembrano parlare del nostro presente:

«Sapete qual è la cosa grandiosa del mercato del lavoro di oggi?» dice a me e a mia sorella. «La flessibilità. È tutto molto flessibile. Bisogna essere disposti a cambiare, così.» Batte un palmo sull’altro, come un sasso che rimbalza sull’acqua. «È un grande momento per l’imprenditoria».

Per avere una seppur minima entrata, una parte della casa di Adam viene affittata a un’altra famiglia, i Marsh. Così Chloe Marsh entra nella vita del ragazzo. I due si innamorano e, inoltre, riescono a portare dei soldi a casa tramite “gli agganci”. I vuvv, infatti, si riproducono per gemmazione, non hanno bisogno di partner o di romanticismo, per loro i sentimenti sono qualcosa di nuovo e inutile, ma ne sono affascinati. Tramite gli agganci le coppie innamorate si connettono a un dispositivo vuvv e trasmettono  così ciò che vivono (e che recitano). A un certo punto, però, quando l’amore di Chloe ed Adam finisce e si trasforma in mal sopportazione e poi odio, recitare la parte degli innamorati diventa una vera tortura per entrambi; al tempo stesso, smettere non sarà semplice.

Adam è appassionato di arte e dipinge, guidato dal suo insegnante d’arte. Mr Relly l’ha introdotto a opere del passato:

Mi mostrava dipinti dei maestri del passato che raffiguravano santi uccisi in antichi frutteti o angeli che banchettavano tra le rovine su una stoffa d’oro, e mi ha fatto notare che quelli erano i paesaggi immaginari del tempo.

Adam non è interessato ai santi, ma al paesaggio alle loro spalle, così come non gli interessa riprodurre nature morte, una passione dei vuvv, ma la città così come appare dopo l’invasione.

La mano invisibile

Il titolo del libro si lega proprio alla passione di Adam per la pittura, ma allo stesso tempo sia il nome del protagonista della storia che la “mano invisibile” fanno riferimento all’economista scozzese Adam Smith e alla sua teoria secondo cui nel libero mercato la ricerca egoistica del proprio interesse porta, naturalmente e come grazie a una “mano invisibile” appunto, all’interesse dell’intera società. In vendita, in questo mercato, sono le stesse persone (Chloe e Adam diventano un prodotto per il mercato vuvv),  secondo una riflessione nata nell’autore dalla continua esposizione di se stessi dovuta ai moderni social media.

La narrazione di M.T. Anderson è essenziale, con capitoli anche molto brevi. Con poche pennellate pian piano prende forma il paesaggio in cui si svolge la narrazione e i suoi personaggi, così come la loro assenza (come quella del padre). Il libro è un romanzo di fantascienza distopica che farà contenti gli amanti del genere ma potrà anche avvicinarvi giovani lettori, per scoprire magari una nuova passione.

L'autore di questo post

Classe 1982, pugliese, fiorentina d’adozione e con un debole per la Francia. Da quando ho scoperto A. A. Milne e Astrid Lindgren, mi è stato chiaro all’improvviso che cosa avrei fatto da grande e poco importa il fatto che un po’ grande lo fossi già. Da allora mi dedico alla letteratura per l’infanzia e ragazzi, tra studio, letture e i primi passi nel dietro le quinte del mondo editoriale.

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