Non i soliti campioni, solo "Pesi massimi"

Dalla porta da calcio disegnata con un gessetto a terra nel cortile di un condominio ai curatissimi campi da tennis di Wimbledon, lo sport racconta (e da un bel po’ di tempo, se pensiamo agli antichi giochi olimpici) storie di crescita, di impegno, di lealtà, di fatica, di successi e delusioni, di amicizia, di invidia e di rabbia. Una competizione sportiva, a qualunque livello, è un microcosmo e come tale parla del mondo e del tempo a cui appartiene, portandosi dietro, di quel tempo, anche conflitti, discriminazioni, razzismo.

Pesi massimi. Storie di sport, razzismi, sfide di Federico Appel (edito da Sinnos) comincia proprio da un episodio di razzismo in un campo di calcio di periferia: un giovane portiere torna a casa credendosi un campione e si ritrova, nella sua camera, faccia a faccia con Muhammad Ali pronto a raccontargli un po’ di cose e a ricordargli che i veri campioni usano il cervello (almeno ogni tanto).   

Sarà Muhammad Ali stesso a guidare questo ragazzo (inizialmente anche poco paziente e poco curioso) alla scoperta di storie esemplari legate al mondo dello sport. Si parte da Jesse Owens per arrivare a François Pienaar, passando attraverso Gino Bartali, John Carlos, Tommie Smith, Peter Norman, Carlos Caszely, Arthur Ashe. Un viaggio nel tempo e negli sport (pugilato, tennis, calcio, ciclismo, atletica leggera, rugby), tra difficoltà e vittorie. Se non conoscete questi campioni sarà una buona occasione per saperne qualcosa in più, se già avete qualche ricordo legato alle loro figure potreste scoprire che ciò di cui si parla più comunemente è solo parte di storie più complesse se spogliate dalla retorica che le ha spesso veicolate fino a noi. E così, visti più da vicino, questi sportivi sono realmente pesi massimi, vite esemplari, che è bello conoscere e far conoscere.  

Pesi massimi (come Cattive ragazze, di cui vi abbiamo parlato qui) è una graphic novel ad alta leggibilità, pensata per tutti, anche per chi ha problemi di dislessia o difficoltà di lettura: poche vignette per ogni pagina, la disposizione dei balloon segue l’ordine dei dialoghi, la font utilizzata (LEGGIMIGRAPHIC) è stata progettata appositamente, in collaborazione con l’Università di Camerino. 

L'autore di questo post

Classe 1982, pugliese, fiorentina d’adozione e con un debole per la Francia. Da quando ho scoperto A. A. Milne e Astrid Lindgren, mi è stato chiaro all’improvviso che cosa avrei fatto da grande e poco importa il fatto che un po’ grande lo fossi già. Da allora mi dedico alla letteratura per l’infanzia e ragazzi, tra studio, letture e i primi passi nel dietro le quinte del mondo editoriale.

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