Naso naso

naso naso

Naso naso è il racconto di una storia d’amore che si rivela attraverso la naturalezza di gesti dolcissimi e intensi tra una mamma e il proprio cucciolo.
Fare naso naso significa annusarsi per avvertire odori amici e riconoscersi nel branco o per rassicurare l’altro della propria presenza, anche quando un gruppo non c’è e si è in due ad affrontare un mondo pieno di pericoli e di avventure.
Ogni contatto fisico tra una mamma e il suo piccolo è una regola, un ammonimento, un rimbrotto, un segnale di affinità e affetto, una traccia che l’una lascia sull’altro per tenerlo lontano dai pericoli, un percorso educativo che prepara al distacco e alla vita. Così una mamma canguro porta a spasso la tribù dei suoi cangurotti nella tasca che li ripara da un viaggio lungo e difficile e li tiene al caldo. Un’elefantessa e il suo elefantino intrecciano le proboscidi e si riconoscono, si studiano e infine si lasciano andare per poi ricominciare la danza quando necessario. Una gatta, sinuosa come le onde del mare, lava i suoi gattini e lo farebbe all’infinito, se potesse. E che dire degli agnellini che mamma pecora veste di caldi e soffici maglioni? O dei baci che foca e fochina si scambiano, riscaldandosi tra i ghiacci del Polo Nord?
La spontaneità di questi gesti ha in sé una magia che li rende misteriosi, così lontani da una loro profonda comprensione da parte nostra eppure così vicini a noi che li viviamo, come figli, genitori o entrambi, e li avvertiamo come la fonte di un legame d’amore, il più forte che ci sia.

Naso naso  (Edizioni Lapis) è un albo illustrato in cui il rapporto mamma-cucciolo viene descritto dalla prima alla quarta di copertina che, accostate l’una all’altra, rendono una coppia di elefanti, colti nel momento di un abbraccio di proboscidi, l’incipit e la conclusione del libro. Il racconto prosegue attraverso i risguardi, anche essi comunicanti tra loro grazie ad una famigliola di pennuti che sembra aver attraversato tutte le pagine dell’albo.

Le illustrazioni, realizzate da Mandana Sadat, sono a tutta pagina, accattivanti nella loro essenzialità e rese ancora più interessanti da una texture che caratterizza ogni animale, distinguendolo dagli altri ma accostandolo ai propri cuccioli. L’uso di pochi colori permette di focalizzare l’attenzione sul gesto di intesa, contestualizzato attraverso radi elementi naturali che rimandano all’habitat dei vari animali.
Il significato di Naso naso è affidato anche alle parole e ai versi di una poesia in rima di Jorge Lujàn, in grado di raccontare in modo lieve i momenti di un gesto che accomuna tutti gli animali, anche se in maniera diversa e con peculiarità proprie di ciascuna specie. La traduzione italiana di Teresa Porcella è affiancata dal testo originale in spagnolo, aspetto che potrebbe incuriosire genitori esterofili.

Naso naso ha inoltre ispirato, assieme ad Amor dello stesso Lujàn, uno spettacolo di musica, immagini e parole dal titolo I tic tac del mio cuore, eseguito nell’ambito di Più libri più liberi, dimostrando così di essere un albo che si presta non solo alla lettura e allo sguardo attento, ma anche all’ascolto pacato e silenzioso, magari accompagnato dalla chitarra acustica del suo poeta ideatore (tic, tac, tic, tac… ti accudisco, ti abbraccio, ti addormento, ti voglio bene…).

 

L'autore di questo post

Pugliese da sempre, vive stabilmente a Maglie da dove ogni tanto si sposta lasciando cadere briciole per terra, nella speranza di poterle un giorno seguire di nuovo. Se dovesse trovare dei funghi in città, li raccoglierebbe come Marcovaldo e seguirebbe carponi un soriano per apprendere i segreti del regno dei gatti. E, come succede a Marcovaldo (uno dei suoi idoli), sebbene affascinata dai segni delle grandi città, il suo sguardo cade sempre sui formicai brulicanti, i germogli, i frutti sugli alberi, cui si legano i suoi desideri, cogliendo lo scorrere del tempo attraverso i mutamenti delle stagioni. Legge di tutto, cammina tanto, scarabocchia animali e paesaggi con un tratto pop e cresce sentendosi sempre più piccola. La letteratura per l’infanzia è per lei la bella illusione di un mondo in cui un’armonia tra l’uomo e l’ambiente è ancora possibile.

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