Micromamma (Sinnos)

micromamma

Piret Raud, illustrazioni di Francesca Carabelli, Micromamma, Sinnos

Ogni bambino, credo, abbia un’immagine della propria mamma che appartiene più al mondo fantastico che a quello della realtà. Se, infatti, si chiedesse ai bambini di rappresentare le mamme attraverso un  disegno ne verrebbero fuori: generalesse in alta uniforme (le più severe), mamme in camice da medico (le iperprotettive), mamme con costume da supereroe (le più avventurose), mamme regine dei fornelli (le cuoche sopraffine), mamme occhialute e serie, mamme clown un po’ pasticcione, mamme ballerine, mamme sportive e così via. Perché è vero, esistono tanti tipi di mamme e qualcuna la troviamo in Micromamma, il nuovo libro di Piret Raud (Sinnos) la cui protagonista, è la mamma di Sander, un normalissimo bambino di 10 anni, che vedrà la sua mamma rimpicciolire di giorno in giorno a causa delle preoccupazioni, fino a diventare così piccola da stare in un taschino. Sander a quel punto dovrà non solo cavarsela da solo, ma prendersi anche cura della madre, così decide di portarla con sé dappertutto. Ma un giorno, a scuola, la micromamma sparisce e per Sander le cose si complicano. Però, come in ogni storia che si rispetti, non può mancare l’aiutante, qui interpretato da Zorro, un cane di strada che darà una mano a Sander e che sarà fondamentale per il ritrovamento della madre.

Mi ha colpito molto la figura di questa madre che rimpicciolisce a causa dei problemi e delle preoccupazioni. In effetti, non ci sentiamo piccoli quando ci sembra di essere sommersi da situazioni più grandi di noi, quando perdiamo l’autostima e non crediamo più in noi stessi?  Stanchi di pensare sempre a tutto, ci perdiamo di vista e… puff! Rimpiccioliamo!

Ma c’è un’altra particolare mamma nella storia, una mamma con la testa tra le nuvole, madre di un compagno di Sander, talmente distratta da non vedere nemmeno il proprio figlio, il quale, per reazione, diventa invisibile. Tale madre è disegnata dalla bravissima Carabelli con un gran nuvolone al posto della testa. E di cos’è fatto quel nuvolone? Di tante piccole cose inutili che distraggono dalle cose importanti come ascoltare il proprio figlio, leggergli una storia, dargli il bacio della buona notte, lodarlo quando si comporta bene. Quando la madre finalmente ascolterà il proprio figlio, allora il nuvolone sparirà.

Dopo qualche vicissitudine, Sander riuscirà a ritrovare la madre, ma né lui né sua madre saranno più gli stessi. La madre riacquisterà la fiducia in se stessa e Sander avrà imparato a fare tante cose da solo e a essere più autonomo. Perché si cresce insieme, uno accanto all’altro, prendendosi cura l’uno dell’altro e non dando tutto per scontato.

L'autore di questo post

Specialista in crollo di librerie, appassionata di storie tanto da credere di viverne una ogni giorno. Siciliana, mamma, webwriter. Parlo poco e sorrido molto. Questa sono io.

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