Mi ispira… J.K. Rowling!

photo credit: Chiara Negrini in esclusiva per HeyKiddo!

Tutta la vita di Joanne Rowling (la K sta per Kathleen, il nome della nonna paterna, voluto dall'editore) ha avuto a che fare con la stazione di King’s Cross.

Non c’era ancora un binario 9 e 3/4 ma leggenda vuole che i genitori di Joanne si siano incontrati proprio lì, su un treno che da Londra andava in Scozia! Come se non bastasse, pare che l’idea di Harry Potter sia nata durante l’attesa di un treno in ritardo proprio nella stazione di King’s Cross (incredibile ma vero! Anche in Inghilterra i treni ritardano! Secondo questo principio, in Italia dovremmo sfornare ogni anno un bestseller di fame mondiale).

Oggi J.K. Rowling è la donna più ricca della Gran Bretagna e una delle scrittrici più famose al mondo, ma non è stato sempre così.
Proprio come Harry, J.K. Rowling ha dovuto affrontare prove e momenti molto difficili per arrivare dov’è ora. La morte della madre, la fine del primo matrimonio, la disoccupazione, la povertà e una fortissima depressione: insomma ha avuto a che fare con i suoi Dissennatori, i suoi Mangiamorte e il suo personalissimo Voldemort.

Ma la Rowling non è una babbana qualunque e scopre prestissimo di avere un potere enorme, quello di inventare storie. Usa la penna come una bacchetta magica e le riesce facilissimo, nonostante la vicinanza dei Dissennatori, scrivere una storia che parli di amore, lealtà, coraggio e incantesimi! Per risparmiare sul riscaldamento, che a casa non può permettersi, si reca regolarmente al The Elephant House, un pub di Edimburgo, dove comincia la stesura di Harry Potter e la Pietra Filosofale, nonostante le occhiatacce dei camerieri, che la osservano trascorrere intere giornate seduta al tavolo senza consumare quasi nulla (oggi quel pub espone una targa in suo onore, strana la vita). Harry Potter non è una semplice storia per ragazzi: è il mondo dove ogni ragazzo (e anche qualche adulto) vorrebbe vivere, almeno solo per gustare un goccio di burrobirra o assaggiare una deliziosa cioccorana!

Ma finito di scrivere il romanzo, J.K. Rowling deve fare i conti con la realtà: non trova agenti che vogliano rappresentarla e quando ci riesce, le case editrici rifiutano Harry Potter definendolo “troppo lungo”.
Ma ancora una volta dalle piccole cose nascono le grandi imprese: una minuscola casa editrice, la Bloomsbury, decide di credere nel manoscritto ed è la scelta giusta, perché così facendo partecipa al più grande evento letterario degli ultimi decenni. Harry Potter, fin dal primo volume, oltrepassa la definizione di “romanzo per bambini” con cui nasce e conquista lettori di tutte le età: un incantesimo che solo una vera strega può compiere. E' ufficiale, la Rowling ha ricevuto da bambina la sua lettera per Hogwarts!

Da questo momento in poi la storia, al pari di quella di Harry Potter, è una vicenda  nota, una storia di successi e soprattutto di riscossa che trasmette speranza a chiunque navighi in cattive acque.

Hogwarts s’impara a non perdersi mai d’animo, a prendersi cura dei propri sogni, ad individuare i propri talenti e a non lasciarli andare fino alla fine, perché, anche se non tutti sono destinati ad essere J.K. Rowling, a diventare ricchi e famosi, contro le persone che hanno una passione, un sogno o un talento, i Dissennatori non hanno alcun potere.

 

L'autore di questo post

Angelica Elisa Moranelli è autrice, blogger, digital PR, grafico ed editor. Vive a Salerno, legge libri di tutti i tipi e beve ettolitri di tè e caffè americano. È autrice della saga fantasy, Armonia di Pietragrigia (www.facebook.com/armoniadipietragrigia) e della serie romantico-umoristica "Dafne & l'Amore" (www.facebook.com/angelicamoranelli). Blogger e YouTuber sotto lo pseudonimo di The Queen Puppet (cercatela su Instagram e YouTube). Nel 2017 si è classificata terza al Premio Battello a Vapore. Altro su: www.angelicaelisamoranelli.com

2 commenti su "Mi ispira… J.K. Rowling!"

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