Maya Angelou

Si è spenta il 28 maggio 2014 la poetessa americana di colore Maya Angelou. È stata attrice, sceneggiatrice, ballerina ma soprattutto una donna che ha molto sofferto e molto lottato per affermare la propria libertà. È infatti riuscita, con la sola forza del talento e il coraggio delle idee, a passare da una vita di povertà e segregazione, di abbandono e violenza, alla fama internazionale. Fino agli untimi giorni della sua vita ha continuato a insegnare senza mai stancarsi di parlare di letteratura e di diritti civili.  Nell’arco di mezzo secolo, ha scritto sette autobiografie, tre libri di saggistica e numerose raccolte di poesia, oltre a libri per bambini, drammi teatrali, sceneggiature e programmi televisivi. Ha ricevuto dozzine di premi e più di trenta dottorati di ricerca honoris causa. “Una delle luci più splendenti dei nostri tempi, una donna veramente fenomenale”, ha commentato Barack Obama. Oggi vogliamo ricordarla attraverso i suoi versi che ci parlano di lei meglio di qualsiasi altra cosa.

Ancora  mi solleverò 

Tu puoi scrivere di me nella storia,
con le tue bugie amare e contorte.
Puoi calpestarmi nel fango
ma io, come la polvere, mi sollevero'.

La mia impertinenza ti irrita?
Perche' sei così cupo?
Perche' io cammino come se avessi pozzi di petrolio
che sgorgano nel mio salotto.

Proprio come le lune e come i soli,
con la certezza delle maree,
proprio come speranze liberate,
di nuovo io mi sollevero'.

Volevi vedermi spezzata?
Con la testa china e gli occhi bassi?
Le spalle cadenti come lacrime.
Indebolita dalle grida dell'anima.

La mia superbia ti offende?
Non prenderla a male.
Perche' io rido come se avessi miniere d'oro
Nel mio cortile.

Puoi spararmi con le parole.
Puoi ferirmi con gli occhi.
Puoi uccidermi con l' odio,
ma io, come l'aria, mi solleverò.

La mia sensualità ti disturba?
E' una sorpresa
ch'io danzi come se avessi diamanti
all'incrocio delle cosce?

Fuori dalle capanne dell'ignominia della storia,
mi sollevo.
In alto, da un passato radicato nel dolore,
mi sollevo.
Sono un oceano nero, immenso nel balzo,
scrosciando e ingrossando, do' frutti nella marea.
Lasciando alle spalle notti di terrore e angoscia,
mi sollevo.
In un'alba meravigliosamente chiara,
mi sollevo.
Portando i doni che i miei antenati mi diedero,
Io sono il sogno e la speranza dello schiavo.

Mi sollevo.
Mi sollevo.
Mi sollevo.

 

L'autore di questo post

Specialista in crollo di librerie, appassionata di storie tanto da credere di viverne una ogni giorno. Siciliana, mamma, webwriter. Parlo poco e sorrido molto. Questa sono io.

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