L’incredibile storia di Lavinia

Ora, parliamoci chiaro, chi mai rifiuterebbe, magari per Natale, un anello magico in grado di trasformare in cacca cose e persone che detestiamo? Ovviamente nessuno e tanto meno Lavinia, che colpisce i suoi nemici a colpi di… cacca.

La storia di Lavinia, in effetti, ha dell’incredibile e tra le righe, parola dell’autrice Bianca Pitzorno, c’è un po’ di tutto: da Andersen a Tolkien, da King a Voltaire.
Il libro, di cui “si sconsiglia la lettura alle persone troppo schizzinose”, è stato pubblicato nel 1985 ed è rivoluzionario: si parla con estrema naturalezza di “cacca”, parola che, notoriamente, fa ridere i bambini a crepapelle.

Dunque, in breve, è Natale e siamo a Milano, che è piena di luci e decorazioni sbrilluccicanti e di milanesi infagottati nei loro cappotti di pelo che si affrettano tra i negozi per fare gli ultimi regali. Lavinia è una piccola fiammiferaia orfana e stracciona, che cerca di vendere qualche fiammifero ai passanti ma viene ripetutamente snobbata. Se non che, d’improvviso, un’eccentrica fata scende da un taxi tutta arzilla e le regala un anello magico con le proprietà di cui sopra. Queste le istruzioni per l’uso:

“Se vuoi trasformare qualcosa in cacca, la dovrai fissare intensamente facendoti ruotare l’anello intorno al dito in senso orario. Se vorrai che torni alla condizione originale la dovrai fissare girando l’anello in senso inverso”.

Davvero eccezionale! Tanto che da piccola innocua fiammiferaia, Lavinia diventa una monella vendicativa, sprezzante del pericolo, e la fa pagare a tutti quelli che l’hanno trattata male prendendola in giro o non acquistando le sue scatole di fiammiferi. Grazie al suo potere, riesce a farsi un nuovo guardaroba da capogiro, ricattando il negoziante di scarpe, e a stabilizzarsi a scrocco al Grand Hotel Excelsior Extralusso, mettendo alle strette l’antipatico Direttore, costretto a soccorrere i suoi ospiti a cinque stelle, scandalizzati dal repentino tramutarsi in cacca fumante delle pietanze servite loro dal cameriere.
“Chi l’avrebbe mai detto infatti che un materiale disprezzato da tutti come la cacca, potesse rivelarsi così prezioso?” si chiede l’audace fanciulla, che in realtà usa la sua magia anche a fin di bene, per esempio per salvare da un incendio un neonato, che sfugge alle fiamme proprio perché vengono ridotte in cacca e quindi divetano inoffensive.
Tuttavia, a un certo punto la piccina si lascia prendere un po’ la mano e non ascolta i saggi consigli del suo amico Clodoveo, addetto all’ascensore dell’albergo, che la mette all’erta sul suo essere troppo vanitosa.
Si sa, a giocare troppo con il fuoco… si corre il rischio di auto-trasformarsi in cacca!

Illustrazione di Emanuela Bussolati

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